Cirsu, due indagati nell’inchiesta bis sull’inquinamento

GIULIANOVA. Due indagati nell’inchiesta bis sul Cirsu. A distanza di qualche settimana dall’apertura del secondo fascicolo dopo la relazione dell’Arta su violazioni e criticità nei...
GIULIANOVA. Due indagati nell’inchiesta bis sul Cirsu. A distanza di qualche settimana dall’apertura del secondo fascicolo dopo la relazione dell’Arta su violazioni e criticità nei padiglioni dell’impianto di Grasciano, il sostituto procuratore Luca Sciarretta ha iscritto nel registro degli indagati due dirigenti della società aquilana che gestisce il polo. Per entrambi l’accusa è quella di violazioni delle normative ambientali. Si tratta di un atto dovuto alla luce di una serie di accertamenti avviati dalla procura che anche questa volta indaga sul mancato rispetto di tutta una serie di normative che vanno dallo smaltimento del percolato alle emissioni. La notizia della nuova inchiesta arriva dopo che nei giorni scorsi la Regione, proprio in seguito alla relazione dell’Arta, ha sospeso il conferimento dell’umido negli impianti del Cirsu, consorzio dichiarato fallito lo scorso settembre dal tribunale di Teramo. Intanto per il 4 ottobre è stata fissata la prima udienza del processo (davanti al tribunale in composizione monocratica) scaturito dalla citazione diretta a giudizio firmata dal pm Sciarretta a conclusione della prima inchiesta, quella nata dallo sversamento di percolato nel fiume Tordino. Gli imputati, che devono rispondere di violazione di normative ambientali, sono Angelo Di Matteo, all’epoca dei fatti presidente del consorzio, Federico De Carolis, da maggio a novembre 2013 legale rappresentante del consorzio intercomunale rifiuti, MassimoMartinelli, presidente del consiglio di amministrazione del Consorzio Stabile Ambiente dell’Aquila (società che gestisce il polo tecnologico di Grasciano) e Francesca Maria Siciliani, amministratore unico della ditta Gea dell’Aquila.(d.p.)
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