Cirsu, il Tar nega 3 milioni di danni a Deco

8 Maggio 2015

L’affidamento diretto al Csa era illegittimo, respinti invece i ricorsi sulle autorizzazioni regionali

GIULIANOVA. Il Tar accoglie il ricorso della Deco e definisce illegittimi gli affidamenti diretti al Csa (consorzio stabile ambiente) effettuati dal Cirsu per ciò che riguarda la gestione della vecchia discarica e degli impianti per la lavorazione dei rifiuti. Alla società dei Di Zio, però, il tribunale riconosce a titolo di risarcimento per i danni subiti dall'eventuale mancato affidamento dei servizi solo una somma pari a 22.656 euro, a fronte dei tre milioni e 119.000 euro richiesti da Deco, ed invia la documentazione alla Corte dei conti per ulteriori indagini. Il Tar, inoltre, ha bocciato gli altri ricorsi presentati dalla società dei Di Zio, riguardanti le autorizzazioni rilasciate al Cirsu dalla Regione, dichiarando "improcedibile" l'azione di annullamento proposta da Deco.

Tale sentenza era attesa da tempo, dato che Deco aveva sempre dato per certa l'illegittimità dell'affidamento diretto attuato dal Cirsu: se da un lato il tribunale conferma i sospetti della società dei Di Zio, dall'altro emette una sentenza che rappresenta una doccia fredda per lo stesso soggetto privato. In buona sostanza, il Tar ha respinto il ricorso contro gli atti autorizzativi emessi dalla Regione (autorizzazione integrata ambientale e permesso all'uso del macchinario mobile per il trattamento dei rifiuti, utilizzato dal Csa fino a poche settimane fa) sostenendo che, dato che i rifiuti non possono uscire al di fuori della provincia di Teramo, l'annullamento degli atti non costituirebbe attualmente alcun vantaggio per Deco (il cui impianto è situato nella provincia di Chieti). Si legge nella sentenza: «La stazione appaltante, qualora provvedesse ad indire una procedura concorsuale per la gestione della volumetria ad oggi residuata, non potrebbe comunque ammettere alla selezione un soggetto che, come Deco, opera al di fuori della provincia di Teramo». A nulla quindi è valsa l'opposizione della Deco, per la quale non si dovrebbe fare distinzione fra province in virtù dell'esistenza di un unico Ato regionale.

Comunque, per ciò che riguarda l'illegittimità dell'affidamento diretto da parte del Cirsu, sembra che il consorzio sia voluto anticipatamente correre ai ripari: infatti pochi giorni fa è stato pubblicato un regolare bando per l'affidamento della gestione della cubatura residua della vecchia discarica e degli impianti per il trattamento e riciclo dei rifiuti di Grasciano, attualmente utilizzati dal Csa.

Sandro Petrongolo

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