Cirsu, Notaresco spacca il fronte

19 Febbraio 2016

Il sindaco Di Bonaventura: «Prima si risolva il problema puzza»

GIULIANOVA. I sindaci dei Comuni soci Cirsu, consorzio dichiarato fallito a settembre, chiedono alla Regione di concedere l’Aia (autorizzazione integrata ambientale) al Consorzio stabile ambiente (Csa).

Nel documento controdeduttivo dei sindaci riguardo la sospensione del reparto dell’organico, disposto lo scorso 27 gennaio da Franco Gerardini, dirigente regionale del settore rifiuti, e valido un mese, si fa notare l’importanza del passaggio da Cirsu a Csa dell’Aia per la continuità operativa degli impianti. L’unica voce fuori dal coro è quella di Diego Di Bonaventura, sindaco di Notaresco, che non ha invece firmato il documento. «Nella memoria», spiega il sindaco Di Bonaventura, «non si fa parola del problema ambientale. E’ da settimane che se ne parla e invece vedo i miei colleghi che si preoccupano solo dell’Aia».

Di Bonaventura è stato il primo a segnalare all’Arta i problemi degli impianti di Grasciano, situati appunto nel territorio di Notaresco. Da mesi, infatti, i cittadini di Notaresco ma anche quelli dei territori limitrofi, devono fare i conti con odori insopportabili che la discarica emana. «Se prima non vedo rispettato il mio territorio», continua Di Bonaventura, «e se prima non si risolve il problema delle emissioni odorose la mia linea rimarrà questa». Il primo cittadino di Notaresco fa notare anche che il suo Comune, ospitando una discarica, avrebbe diritto a un ristoro, ossia un contributo economico, che però non è mai pervenuto. «Nessuno si è mai preoccupato di ristorare il Comune di Notaresco», conclude, «se un domani la situazione dovesse cambiare e tutte le criticità saranno sanate se ne potrà riparlare. Solo allora, però, si potrà ripartire». Martedì scorso, tutti i sindaci insieme all’Arta, Asl e lo stesso Gerardini hanno effettuato un sopralluogo negli impianti.

Margherita Totaro

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