Cirsu, nuovo stop a Grasciano 2 e rischio di commissariamento

1 Agosto 2014

Seconda sentenza del Consiglio di Stato contro l’affidamento dei lavori per l’invaso della discarica Il consorzio deve azzerare la gara d’appalto e pagare spese per 35mila euro entro 40 giorni

GIULIANOVA. Lavori di scavo per la nuova discarica di Grasciano, il Consiglio di Stato minaccia il commissariamento degli impianti e condanna il Cirsu al pagamento di 35mila euro di spese. Ciò che viene nuovamente contestato al consorzio per i rifiuti è l'affidamento dei lavori per gli scavi del nuovo invaso, precedentemente assegnato alla Eco.Macs ma contestato da Deco, Ecologica Sangro, Edilizia Di Biase e Cericola srl, che hanno presentato ricorso sostenendo l'illegittimità dell'affidamento. Il Consiglio di Stato già il 30 aprile si era pronunciato nel merito della vicenda, ritenendo illegittima l’assegnazione alla Eco.Macs dei lavori per la nuova discarica di Grasciano 2.

Nonostante ciò il Cirsu, nei primi giorni di luglio, ha confermato l'affidamento dell’incarico per lo scavo dell'invaso, provvedimento che ha provocato l'emissione, da parte del Consiglio di Stato, di una misura cautelare con la quale si ammoniva il consorzio ribadendo l'illegittimità della decisione assunta e stabilita da una pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Nella giornata di mercoledì, in seguito ad un'udienza convocata per il 29 luglio al fine di verificare l'iter della vicenda che vede contrapposti il Cirsu e la Deco, il Consiglio di Stato, constatando la prosecuzione dei lavori per la nuova discarica, ha emesso una nuova sentenza nella quale viene ribadita l'illegittimità dell'affidamento per gli scavi della nuova discarica alla Eco.Macs. Il giudice precisa come non sia stata annullata l'aggiudicazione fatta dal Cirsu nei confronti della Eco.Macs, «in assenza di alcuna preventiva pubblicità, che fossero bandi di gara e avvisi o comunicazioni, in modo assolutamente illegittimo e contrario a fondamentali principi e regole che disciplinano l’affidamento dei lavori pubblici», si legge nella sentenza. Il consiglio di Stato, in virtù della richiesta di interruzione dei lavori e della mancata esecuzione del precedente provvedimento, ha quindi accolto il ricorso della Deco e delle altre società, ordinando l'interruzione dell'affidamento dell’opera alla Eco.Macs, l'indizione di una nuova gara e il pagamento delle spese pari a complessivi 35.291 euro. Nella stessa sentenza, inoltre, viene nominato «il prefetto di Teramo o funzionario da lui delegato nelle vesti di commissario ad acta in caso di persistente inottemperanza».

Ora il Cirsu avrà 40 giorni di tempo per ottemperare al provvedimento ed evitare il commissariamento. La battaglia tra il Cirsu e la Deco, intanto, continua anche sul fronte del pagamento dei debiti (2.250.000 euro) dovuti dal consorzio per i rifiuti nei confronti della società dei fratelli Di Zio, e che sarà oggetto di un nuovo pronunciamento da parte del tribunale.

Sandro Petrongolo

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