Cirsu, ricorso del Csa contro la bonifica

Furioso il sindaco di Notaresco, Di Bonaventura: «Adesso a togliere i rifiuti ci deve pensare la Regione»
NOTARESCO. Ricorso al Tar contro l’ordinanza della Regione dello scorso 14 marzo che obbliga il Csa a rimuovere i rifiuti dall’impianto di Grasciano del Cirsu entro trenta giorni. L’ha presentato lo stesso Csa suscitando un’immediata reazione da parte del sindaco di Notaresco Diego Di Bonaventura: «L’ambiente non può aspettare i ricorsi, il sito va ugualmente bonificato immediatamente». Il Consorzio Stabile Ambiente dell’Aquila infatti avrebbe dovuto portare via dai capannoni novemila tonnellate di rifiuti entro il 14 aprile, ma la presentazione del ricorso potrebbe far slittare ampiamente i tempi. «A questo punto è la Regione a dover bonificare l’area», dichiara Di Bonaventura, «io non aspetterò l’ennesima estate con i pericoli ambientali che potrebbero generarsi». Infatti, stando al cronoprogramma ufficializzato in un incontro in prefettura un paio di settimane fa, nel caso in cui il gestore non avesse rispettato gli accordi sarebbe stata proprio la Regione a intervenire con mezzi propri, rivalendosi poi sulla società inadempiente e provvedendo autonomamente allo smaltimento. Sembra proprio non voler giungere alla conclusione questa lunghissima telenovela che ha per protagonista il consorzio intercomunale dichiarato fallito nel settembre 2015. L’ordinanza del 14 marzo era divisa in due parti: nella prima si chiedeva alla Deco, la società che ha ottenuto la gestione degli impianti, di far sparire entro sessanta giorni (scadenza il 14 maggio) tremila tonnellate di rifiuti lasciate in eredità dalla Sogesa, mentre nella seconda le restanti 9000 depositate nei capannoni dal Csa nel periodo successivo, conclusosi lo scorso luglio. «I ricorsi facciano la loro strada», continua Di Bonaventura, «ma intanto la Regione rispetti l’ordinanza, adoperandosi nella pulizia allo scadere dei termini, entro metà maggio. Non è possibile andare più in là, era un impegno preso da tutte le parti che come al solito sta per essere disatteso». Nel frattempo il prefetto di Teramo Graziella Patrizi aveva già convocato per lunedì 11 aprile alle 16 un nuovo tavolo di lavoro sulla questione, l’ennesimo di una serie di incontri su questa vicenda di difficile soluzione. «Avevo già dichiarato i miei timori», osserva il primo cittadino di Notaresco, «dicevo che eravamo a buon punto ma che dovevamo stare attenti perché nulla era stato fatto. Infatti c’è ancora chi sta cercando di bloccarci».
Piergiorgio Stacchiotti
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