Cirsu, sindaci spaccati sul concordato

30 Agosto 2016

Dopo cinque ore di assemblea a Roseto nessun accordo sull’idea di cercare di salvare il consorzio pubblico dei rifiuti

ROSETO. Cinque ore di discussione che non hanno portato a nessuna conclusione. L’assemblea degli azionisti Cirsu – cioè i sindaci dei sei Comuni che fanno parte del consorzio fallito (Roseto, Giulianova, Bellante, Mosciano, Notaresco, Morro d’Oro) – convocata per ieri pomeriggio nella sala giunta del Comune di Roseto, è stata infatti aggiornata a martedì 6 settembre per cominciare tutto daccapo.

La seduta è iniziata con le comunicazioni del presidente Angelo Di Matteo sullo stato della procedura fallimentare per passare poi alla valutazione sulla natura pubblica del polo impiantistico di Grasciano. Quindi la questione più delicata, cioè prendere una decisione sul presentare o meno una proposta di concordato fallimentare che, se accolta dal tribunale, potrebbe salvare la natura pubblica di Cirsu. Le differenti posizioni dei vari sindaci – quello di Notaresco Diego Di Bonaventura è dichiaratamente contro, ma evidentemente anche altri primi cittadini non sono convinti – hanno impedito di giungere a una conclusione. A fine incontro bocche cucite e nessuna dichiarazione da parte di tutti gli amministratori partecipanti. Il presidente Di Matteo ha dichiarato solo di essere in silenzio stampa.

Nel frattempo una trentina di persone ha atteso in piazza della Repubblica di avere qualche notizia. C’erano lavoratori del consorzio, rappresentanti di gruppi politici (i grillini di Roseto, ma anche alcuni esponenti rosetani di forze di sinistra) ma anche semplici cittadini desiderosi di conoscere quale sarà il futuro del Cirsu e, soprattutto, se le decisioni da prendere avranno effetti negativi su ambiente e salute. Un po’ tutti i presenti in realtà erano lì per contestare l’assemblea dei sindaci convocata da Di Matteo, ritenendo che l’esperienza del Cirsu sia conclusa e non vada “riesumata” in alcun modo. «Come cittadini dei territori del comprensorio Cirsu abbiamo la necessità di comprendere, una volta per tutte, cosa sarà della nostra salute, ad oggi in balìa delle vicende societarie», si legge infatti in una loro nota. «Si è parlato di salute? Si è parlato di ambiente? O si è continuato a parlare di assetti societari e salvataggi impossibili di una società dichiarata fallita già due volte? Di quel cda che ha portato Cirsu al fallimento? Di quel cda che è stato bocciato dalle prescrizioni dell’Arta?».

«Siamo contro l’ipotesi di concordato fallimentare del Cirsu», sottolinea Giorgia Settepanelli a nome del meetup ‘Reset amici di Beppe Grillo’ di Roseto, «e non riusciamo a spiegarci come il sindaco Sabatino Di Girolamo abbia accettato la convocazione del presidente della fallita Cirsu spa Angelo Di Matteo, invece di spiegare ai cittadini come stanno realmente le cose. Non vogliamo più discutere di una società già fallita due volte; non vogliamo discutere con quel cda che ha portato il Cirsu al fallimento. Scendiamo in piazza per chiedere di affidarci a una curatela fallimentare piuttosto che far ricorso al fallimento a spese, ancora, di noi cittadini».

Federico Centola

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