Cirsu, torna l’organico ma solo per i soci

4 Maggio 2016

Il Csa annuncia che consentirà il trattamento di non più di 35mila tonnellate di umido all’anno

GIULIANOVA. Il settore riservato all’organico degli impianti di Grasciano potrebbe riaprire già dalla prossima settimana, ma il Consorzio stabile ambiente (Csa) dell’Aquila, che gestisce la discarica, ha deciso che consentirà l’ingresso di sole 35mila tonnellate di umido all’anno, privilegiando i Comuni soci di Cirsu, consorzio dichiarato fallito lo scorso settembre.

Di questi argomenti si è parlato ieri mattina, in Regione, alla direzione generale del settore rifiuti, nell’incontro convocato dal dirigente Franco Gerardini con i rappresentanti di Csa e quelli dei Comuni soci. Durante la riunione è emerso che l’Arta esprimerà il proprio parere in settimana sulla riapertura del settore organico e che questo parere dovrebbe essere positivo. In più, la Regione valuterà nei prossimi giorni sulla voltura dell’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale, che passerebbe da Cirsu in capo a Csa. L’Aia, tuttavia, non è mai stata sospesa né revocata dalla sentenza di fallimento di Cirsu ed è stato proprio per questo che Csa ha potuto continuare a gestire gli impianti. Il passaggio definitivo dell’Aia in capo a Csa sarebbe un punto di svolta per l’apertura del nuovo invaso, che la ditta aquilana chiede da tempo. Pochi giorni fa, inoltre, il tribunale fallimentare ha rinnovato la concessione del sito alla ditta aquilana per i prossimi tre mesi. Il Consorzio stabile, comunque, ha molte remore. Gli aquilani, infatti, potrebbero giudicare non più vantaggiosa la gestione degli impianti di Grasciano, soprattutto perché la concessione viene rinnovata di tre mesi in tre mesi. Questa incertezza lavorativa potrebbe far decidere al consorzio di abbandonare la discarica. In questo caso, la Regione, insieme ai sindaci, dovrà cercare una soluzione alternativa. Per il momento, comunque, Csa accetterà solo 35mila tonnellate di organico l’anno, con buona pace dei Comuni non soci, che dovranno trovare altre soluzioni. La Regione è riuscita a sventare la paventata chiusura degli impianti, minacciata dal 2 maggio dal consorzio aquilano, che aveva anche comunicato ai sindaci la volontà di aumentare le tariffe. Gerardini, però, parlando con il direttivo del consorzio, aveva lasciato intendere non troppo velatamente che chiudere la discarica, trasformandola in un semplice centro di trasferenza, avrebbe significato interruzione di pubblico servizio. La Regione, in quel caso, avrebbe preso provvedimenti. Le tariffe, invece, saranno concordate direttamente tra Csa e clienti.

Margherita Totaro

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