“Città che legge”, boom di iscritti ai corsi

Sono 348 i teramani che verranno formati per diffondere la pratica e la cultura della lettura
TERAMO. Il Comune di Teramo in una nota definisce «davvero notevole il successo ottenuto dalle iscrizioni per i quattro percorsi formativi proposti nell'ambito del progetto “Entrare dove non si Entra”». L’iniziativa, vincitrice del bando "Città che legge", è finanziata dal ministero della Cultura attraverso il Centro per il Libro e la Lettura, con l'aggiunta di fondi da parte del Comune di Teramo, ed è realizzata con la stretta collaborazione della biblioteca Delfico del servizio Cultura della Regione. «Le iscrizioni ai corsi», sottolinea la nota, «che hanno raggiunto il numero di 348, testimoniano l'entusiasmo e l'interesse manifestato dalla comunità. Si tratta di un risultato che implicitamente sottolinea l'importanza e la rilevanza del progetto, che ha dimostrato di rispondere in modo significativo alle esigenze del territorio. L'obiettivo principale dei percorsi formativi è di formare lettori e lettrici che saranno coinvolti attivamente nella realizzazione dell'iniziativa "Entrare dove non si Entra", la quale mira a diffondere la pratica della lettura in luoghi solitamente inaccessibili.
Il progetto “Entrare dove non si Entra” va oltre i percorsi formativi, prevedendo l'allestimento della "Casa del Patto", che avrà sede nei locali di via Carducci della biblioteca Delfico, contribuendo ulteriormente alla diffusione della cultura della lettura all'interno della città. «A dare ulteriore significato all’iniziativa», continua il Comune, «rileviamo che il Patto per la Lettura si è notevolmente ampliato, coinvolgendo 61 soggetti tra associazioni, istituzioni universitarie e scolastiche, enti, fondazioni e società private. Una espansione che rende il Patto ancora più solido e rappresentativo, garantendo una presenza di rilievo all'interno del contesto, non solo teramano.
Il sindaco Gianguido D’Alberto sottolinea: «Il successo dell’iniziativa è la conferma della felice intuizione dell'ex assessore alla cultura Andrea Core, che ne è stato promotore e motore, che ringrazio assieme al direttore della biblioteca Delfico, Dimitri Bosi, che ha fornito il prezioso contributo della sua competenza».

