Città invasa dai trattori: un corteo di 70 mezzi per dire stop all’Europa

7 Febbraio 2024

Gli imprenditori accusano: «Saremo costretti a lasciare le attività se l’Unione non cambia politica e il Governo non ci dà sostegni»

TERAMO. Un'Europa troppo lontana e un Governo nazionale poco incisivo nella salvaguardia del settore: è su questo doppio binario che si muove la protesta dei trattori che ieri è approdata anche a Teramo. Oltre 70 mezzi hanno invaso pacificamente la città in un corteo lento e rumoroso: agricoltori e allevatori da tutta la provincia in mattinata si sono radunati a Cartecchio, da dove è partita la marcia che ha attraversato viale Crispi per giungere in piazzale San Francesco sulle note dell'inno d'Italia. Qui i trattori hanno spento i motori per lasciare spazio a un dibattito pubblico molto partecipato, nel corso del quale gli imprenditori della terra hanno voluto ribadire le ragioni della protesta. Una protesta che ha toccato le grandi città europee “contaminando” anche il nostro Paese dove da giorni si susseguono le manifestazioni volte a dire no alle linee green dell'Unione europea, ritenute troppo rigide, ma anche per protestare contro i rincari del gasolio e l'assenza di sostegni al settore da parte del Governo. Coltivare la terra è diventata un'impresa difficile fra normative rigorose, burocrazia, prezzi delle materie prime alle stelle e un sistema di importazione che agevolerebbe quei Paesi esteri dove i costi sono più bassi e le leggi meno stringenti: sono i passaggi principali sui quali gli agricoltori hanno voluto accendere i riflettori chiedendo azioni concrete per far sì che il settore possa continuare a vivere.
Alla manifestazione erano presenti tanti giovani impegnati in agricoltura: la loro principale preoccupazione è di vedersi costretti a lasciare la terra perché «la situazione attuale non ci permette più di trarre reddito da questo lavoro», ha detto Dario Di Carlo. «L'Europa ci mette sempre nuovi paletti sui pesticidi e su come coltivare i nostri terreni. A questo si aggiunge la concorrenza sleale di Paesi che possono portare in Italia prodotti senza controlli, col doppio dei pesticidi che si usano qui. Non ce la facciamo più», ha aggiunto Simone Censori. Mimmo Roscioli, imprenditore agricolo, ha sottolineato come la protesta sia «un punto di partenza: noi giovani dobbiamo restare uniti perché si tratta del nostro futuro. Ma ogni protesta deve essere pacifica e rispettosa di tutti».
In piazza sono stati diversi i politici e i rappresentanti delle istituzioni intervenuti per ascoltare i manifestanti e portare solidarietà, dal presidente della Provincia Camillo D'Angelo al sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto e alla vice Stefania Di Padova agli assessori comunali Mimmo Sbraccia e Antonio Filipponi. Diversi anche i candidati alle elezioni regionali. I trattori teramani hanno infine annunciato la volontà di prendere parte, con una delegazione, alla manifestazione di Roma.
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