Civitella, il Pd dall’opposizione approda in maggioranza

CIVITELLA DEL TRONTO. Il Pd sta all’opposizione, anzi no, in maggioranza. A Mario Tulini, alla fine, riuscirà quello che altri nel partito non avrebbero voluto accadesse dopo il “tradimento” dell’attu...
CIVITELLA DEL TRONTO. Il Pd sta all’opposizione, anzi no, in maggioranza. A Mario Tulini, alla fine, riuscirà quello che altri nel partito non avrebbero voluto accadesse dopo il “tradimento” dell’attuale vice sindaco che ha “sposato” il primo cittadino Cristina Di Pietro sostenendo la sua lista civica e confinando il Pd con Stefano Tucci all’opposizione. In casa Dem a Civitella del Tronto c’è aria di rivalsa. Si va alla resa dei conti. Tucci, infatti, ha aderito ad Articolo 1 per cui in consiglio ha formato un gruppo autonomo, lasciando di fatto il Partito democratico senza rappresentanza. Nel frattempo a Tulini è stata riconsegnata la tessera del Pd che così, ora, è rappresentato in maggioranza. «Sono pronto a costituire il gruppo Pd al governo», sostiene il vicesindaco che così rilancia il proprio partito, relegato in minoranza dopo le elezioni, in un ruolo di sostegno a Di Pietro. Non è tutto. Fuori dal palazzo è la segreteria che trema. Con una lettera indirizzata al segretario Enzo Vagnoni, i democratici hanno chiesto la sua rimozione. Pronti a sottoscrivere la sfiducia sono, oltre a Tulini, Sandro Catena, Elvezio Zunica, Gianfredo De Santis, Gaetano Conocchioli, Rosanna Agostinelli, Marina Lepore, Vincenzo Biscione, Rosanna Palandrani, Remo Coccia e Lina Di Marco. Il colpo gobbo alla fine ci sarà. «Non voglio il male di nessuno», premette pacifico Tulini, «ma occorre rimettere equilibrio».
Del resto, l’amministrazione Di Pietro ha creato un buon asse istituzionale con la Regione per cui l’ingresso del Pd in maggioranza giova alla salute del primo cittadino.
Alex De Palo
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