Cocaina dal Perù, condanne per 31 anni

Chiuso il processo a due uomini e una donna accusati di organizzare viaggi con corrieri per spacciare la droga sulla costa
TERAMO. È una condanna complessiva a 31 anni di carcere quella che, in primo grado, chiude la maxi operazione contro il traffico di droga dal Perù alla costa teramana, in particolare tra Tortoreto e Martinsicuro.
Al termine di un rito abbreviato (quindi con la riduzione di un terzo) il gup Marco Procaccini ha condannato a 13 anni e 4 mesi Giampaolo Brandi, a 10 anni Stefano Re (entrambi residenti a San Benedetto) e a 8 anni la peruviana Sandra Liliana Soto. Condanne che, nel caso di Brandi e Soto, hanno superato le richieste del pm titolare del fascicolo Andrea De Feis che per il primo aveva chiesto 11 anni e 8 mesi e per la donna 6 anni. Re, assistito dall’avvocato Tommaso Navarra, attualmente è ai domiciliari, mentre gli altri due, assistiti dall’avvocato Alessandro Angelozzi, sono in carcere. Molto probabilmente a pesare non solo i grossi quantitativi e i precedenti degli imputati, ma anche l’aggravante del crimine transnazionale. Secondo la ricostruzione della Procura il gruppo arruolava corrieri teramani per far arrivare la droga dal Perù, soprattutto disoccupati pronti a rischiare condanne e carcere per i soldi della “missione”. E le indagini, delegate alla squadra mobile teramana diretta da Roberta Cicchetti, erano partite proprio dall’arresto all’aeroporto di Fiumicino del 35enne Guido Di Giosaffatte di Civitella del Tronto già giudicato dal tribunale di Civitavecchia con un patteggiamento a 4 anni e 6 mesi. Nell’ottobre del 2016 l’uomo venne fermato con quattro chili di cocaina purissima nascosti in un borsone. Chili di cocaina per alimentare il mercato della costa teramana e marchigiana, in particolare quello dei locali.
E seguendo questo fiume di droga che periodicamente arrivava dal Perù i poliziotti, su delega del pm De Feis, iniziano una complessa indagine fatta di intercettazioni telefoniche, gps nascosti nelle auto dei tre e pedinamenti. Gli accertamenti portano a scoprire solidi legami a organizzazioni criminali internazionali specializzate proprio nel traffico internazionale di droga, soprattutto cocaina. Che viene ordinata via telefono e saldata con pagamenti eseguiti con il servizio "Money Transfer". Pagamenti che portano tutti in Perù dove vanno anche i corrieri teramani con biglietti acquistati proprio in un’agenzia cittadina. Non a caso il Perù. Secondo il rapporto annuale dell’ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione il Perù è il primo produttore mondiale di foglie di coca davanti a Colombia e Bolivia.
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