Cocaina dalla Colombia, via al processo

9 Novembre 2018

Davanti al tribunale 19 imputati accusati di un maxi traffico di droga destinata alla costa teramana

TERAMO. Via al processo per la cocaina proveniente dalla Colombia e dalla Spagna. È iniziato ieri davanti al collegio presieduto da Flavio Conciatori (a latere Lorenzo Prudenzano e Enrico Pompei) il processo a carico di 19 imputati, in gran parte stranieri, accusati di un maxi traffico di droga proveniente dalla Colonia e dalla Spagna. Il dibattimento scaturisce da uno stralcio della maxi inchiesta antidroga denominata “Barrik” che nel 2012 riuscì a disarticolare un’ organizzazione così scaltra ed organizzata da far scendere in campo lo scrittore Roberto Saviano che, quando scattarono 58 arresti, scrisse su Facebook e Twitter: «L’Abruzzo è diventato centrale come area di stoccaggio della cocaina perché considerato territorio sicuro, isolato e insospettabile.
L’indagine, coordinata dal pm della Procura distrettuale David Mancini, aveva scoperto tre livelli di organizzazione gerarchica: dai capi ai collaboratori corrieri fino a chi vendeva lo stupefacente sul territorio. Per tutti regole ben precise. I corrieri dovevano ingerire almeno trenta ovuli di cocaina ricoperti con cera aromatizzata al cioccolato e al rum per ingannare l'olfatto dei cani agli aeroporti. Il trasporto eccezionale veniva pagato da tremila a quattromila euro. Il pericolo era solo uno: rottura degli involucri nello stomaco e morte sul colpo. Ma i cittadini dominicani reclutati erano disposti a correre questo rischio. Di volta in volta venivano contattati da un intermediario dell'organizzazione che aveva il compito di sceglierli e prepararli al viaggio. E l'organizzazione preferiva soprattutto le donne, meglio se accompagnate da bimbi perché meno sospettabili. Non solo ovuli. La droga arrivava anche allo stato liquido nascosta in contenitori per aerosol o schiuma da barba. Si torna in aula il 16 maggio.(d.p.)
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