Cocaina davanti all’ospedale In quattro arrestati per spaccio

16 Febbraio 2017

In carcere padre e due figli albanesi e un uomo di Sant’Omero: dosi vendute anche a molti minorenni Guadagni per oltre 300mila euro in un anno, la frase “Viene Papà” per dire che la droga era pronta

TERAMO. Una voluminosa ordinanza di oltre trecento pagine fotografa quella che il procuratore Antonio Guerriero definisce «una ben organizzata ed allarmante attività di spaccio». Con tanto di cessioni di cocaina ed hascisc a minorenni, spesso nel parcheggio esterno dell’ ospedale di Sant’Omero. Quattro le persone finite in carcere in seguito ad altrettante ordinanze di custodia cautelare firmate dal gip Roberto Veneziano su richiesta del pm Andrea De Feis. Si tratta degli albanesi Namik Xhemalaj, 62 anni, e dei figli Xeni, 23 anni, e Ardian, 30 anni (tutti assistiti dall’avvocato Nello Di Sabatino) e di Giulio Candeloro, 42enne di Sant’Omero (assistito dall’avvocato Federica Benguardato).

I primi due sono stati arrestati vicino a Novara dove si trovavano per motivi di lavoro, mentre gli altri tra Teramo e Sant’Omero.

Secondo la ricostruzione della Procura dietro la frase «Viene papà», pronunciata al telefono, si celava il via libera alla fornitura di cocaina o hascisc, a seconda dell'ordine. Il traffico scoperto dai carabinieri del nucleo investigativo del reparto operativo del comando provinciale di Teramo, diretti dal capitano Roberto Petroli, avrebbe fruttato nel corso dell'ultimo anno 300mila euro di ricavi. L'inchiesta, partita seguendo gli spostamenti dei tre albanesi , si sarebbe ben presto estesa con il coinvolgimento del 42enne di Sant’Omero, ma anche con altri quattro indagati tra albanesi e italiani.

Per mesi i militari hanno seguito le loro mosse con tanto di intercettazioni telefoniche e ambientali. Quest’ultime, in particolare, avrebbero ripreso numerosi episodi di cessione immortalate da alcune telecamere di videosorveglianza sia in città che a Sant’Omero. Fondamentali nella ricostruzione del modus operandi le testimonianze dei tantissimi clienti che, secondo la Procura, si rivolgevano ai quattro. Che agivano tra Teramo, Bellante e Sant’Omero, con una sorta di spartizione del terreno e delle zone in cui piazzare le varie sostanze stupefacenti che di volta in volta venivano cedute.

Per domani nel carcere di Castrogno sono fissati i primi interrogatori di garanzia, mentre quelli per i due rinchiusi nel carcere di Novara si svolgeranno per rogatoria.

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