Cocaina in cambio di favori 7 anni a ex carabiniere di Atri

5 Novembre 2015

ATRI. Dovevano controllare uno spacciatore che in quel momento si trovava ai domiciliari e invece, secondo le ipotesi di reato contestate che vanno dalla corruzione al falso, andavano da lui per...

ATRI. Dovevano controllare uno spacciatore che in quel momento si trovava ai domiciliari e invece, secondo le ipotesi di reato contestate che vanno dalla corruzione al falso, andavano da lui per rifornirsi di cocaina e poi falsificavano i verbali attestando di essere al lavoro quando invece si erano intrattenuti altrove. E’ questo il quadro accusatorio che è costato la condanna a sette e sei anni a due ex carabinieri inflitta loro dal gup di Ravenna Antonella Guidomei al termine di un rito abbreviato che si è svolto ieri.

Si tratta di Giuseppe Giancola, 44 anni, originario di Atri e all'epoca appuntato scelto in servizio al radiomobile di Milano Marittima, e del collega Claudio Capozzi, 42 anni, originario di Colleferro (Roma) e anche lui al tempo dei fatti in servizio a Milano Marittima. Per i due militari, che già da tempo sono stati allontanati dall'Arma, la procura aveva chiesto 12 e 10 anni di carcere.

Nell'ambito della medesima vicenda e sempre al termine di un rito abbreviato ieri mattina sono stati condannati anche l’uomo che i due dovevano controllare, il 53enne serbo Zoran Pekik (per lui quattro anni di reclusione); la compagna di questi, la 62enne ravennate Antonella Guarini (per lei un anno di carcere in continuazione con altre sentenze); e Gianni D'Addiego, 37enne del posto gestore di un bar (per lui quattro anni e due mesi di carcere).

Tra le accuse mosse ai due ex carabinieri dai pubblici ministero Angela Scorza e Lucrezia Ciriello, figura anche la rapina in concorso con tre romeni ai quali i due avrebbero dato indicazioni precise per mettere a segno un colpo il 31 luglio del 2013 in un bar lungo la statale Adriatica.