Cocaina in casa, maxi sequestro: in trappola un insospettabile

La polizia scopre un chilo e mezzo di stupefacente nell’abitazione di un uomo a Valle Castellana La sostanza probabilmente destinata al mercato teramano e ascolano, si indaga sulla provenienza
VALLE CASTELLANA. È un altro maxi sequestro di droga a declinare il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti sul territorio teramano diventato ormai da tempo crocevia di organizzazioni criminali che si spartiscono il mercato.
Un chilo e mezzo di cocaina è stato trovato nell’abitazione di un insospettabile a Valle Castellana: per l’uomo è scattato l’arresto con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio. Il blitz, eseguito nella notte tra martedì e mercoledì, è stato portato avanti dalla polizia teramana con un fascicolo prima aperto dalla Procura teramana (pm di turno Francesca Zani) e successivamente passato per competenza territoriale alla Procura ascolana (pm di turno Gabriele Quaranta) visto che Valle Castellana fa parte del distretto giudiziario marchigiano. L’udienza di convalida, infatti, è in programma al tribunale di Ascoli. Il maxi quantitativo di droga, molto probabilmente, doveva servire per rifornire sia il mercato teramano sia quello ascolano dopo un primo nascondiglio nel piccolo centro al confine tra i territori teramano e ascolano. Dopo l’arresto dell’uomo, indagini sono in corso per stabilire la provenienza dell’ingente quantitativo e per verificare l’eventuale coinvolgimento di altre persone .
La nuova operazione della polizia teramana sul fronte dello spaccio di droga, arriva a pochi giorni dall’approdo in tribunale di un’altra maxi indagine che nel 2023 ha visto il sequestro complessivo di oltre duecento chili di sostanza stupefacente, tra cocaina ed eroina, arrivata con più canali di rifornimento e nascosta sotto terra. Dei quindici indagati, tra albanesi, teramani ed ascolani, sette hanno chiesto di patteggiare. La droga interrata il più delle volte era nascosta nelle buste di una catena di supermercati del nord Europa e questo ha consentito alla polizia di accertare come uno dei canali di rifornimento fosse proprio quello del nord Europa mentre l’altro è quello del sud Italia. Chili di droga, che così come da tempo hanno evidenziato varie inchieste e processi (tra cui quello che tre anni fa ha portato a condanne per 50 anni di carcere dopo la deposizione in aula di un ex camorrista attuale collaboratore di giustizia), ogni mese arrivavano nel Teramano per essere destinati ai mercati del capoluogo e della costa: complessivamente oltre un milione di dosi singole di cocaina ed eroina per un valore sul mercato di oltre 10 milioni di euro. Con, secondo investigatori e inquirenti , gli albanesi ad occuparsi del rifornimento, i locali ad occuparsi dello spaccio al dettaglio con in molti casi la consegna “porta a porta delle dosi” a centinaia di clienti tra cui molti professionisti.
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