Code e degrado nelle Poste di Alba: appello al sindaco

13 Marzo 2015

Il consigliere Cichetti portavoce delle proteste degli utenti «Tanti disagi, il Comune si attivi con la direzione»

ALBA ADRIATICA. Code interminabili, degrado, difficoltà per i disabili e scarsa sicurezza, nonostante l’impegno dei dipendenti: gli uffici postali del centro di Alba Adriatica nel caos, soprattutto dopo la chiusura a fine 2014 dell’ufficio business dedicato alle partite Iva, le cui utenze sono state redistribuite negli altri sportelli. «E’ necessario che sia restituita la dignità alla direzione e ai dipendenti che fanno andare avanti le cose con la loro gentilezza, ma anche ridare decoro alla nostra cittadina»: con queste parole il consigliere di opposizione Gabriella Cichetti ha chiesto al sindaco Tonia Piccioni di effettuare un sopralluogo negli uffici postali della città e di farsi sentire con la direzione di Poste Italiane.

Spiega la Cichetti: «Per trovare l’ufficio di via Risorgimento 66 dove si ritira la corrispondenza, bisogna chiedere informazioni ai vicini, perché non c’è un’insegna. Lì si scopre che è inaccessibile ai diversamente abili ma anche a tutti gli altri, poiché ci sono sempre auto parcheggiate nel corridoio di accesso ed il cancelletto è inadeguato. All’ingresso, inoltre, ci sono impianti idrici ed elettrici alla portata di adulti e bambini, senza alcun rispetto delle norme igieniche e sulla sicurezza, per non parlare del degrado e della sporcizia all’esterno».

Poi sull’ufficio principale di via Risorgimento 8: «Qui nei primi giorni del mese il gran numero di utenti sopporta code interminabili, con anziani in piedi per ore. Non oso pensare cosa succederebbe in caso di necessità di sgombero improvviso con una sola porta idonea a supportare l’emergenza. L’ingresso per diversamente abili invece esiste, peccato che per entrare il povero utente dovrebbe passare attraverso le postazioni di lavoro dei dipendenti. Mentre lo sportello business ora funziona con la buona volontà dei dipendenti che provvedono a fare avanti e dietro tra la postazione di lavoro aperta al pubblico e quella business rilegata dietro una fatiscente porticina chiusa». Quindi l’appello del consigliere comunale: «Invito l’amministrazione ad attivare i controlli ed adottare tutti i provvedimenti di propria competenza per il rispetto delle vigenti norme urbanistiche e sanitarie ed inviare un esposto alla direzione di Poste Italiane perché la situazione migliori per i nostri cittadini ed anche per quei turisti che avranno la sfortuna di utilizzare i servizi postali».

Luca Tomassoni

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