Colla nella serratura del vicino: a processo un 60enne teramano

7 Dicembre 2021

L’uomo accusato di danneggiamento: ha bloccato il portone dell’alloggio e le portiere dell’auto Incastrato dalle immagini del sistema di videosorveglianza installato dall’altro inquilino

TERAMO. Le beghe tra vicini di casa (atti persecutori per il codice penale) ormai da anni riempiono le statistiche di forze dell’ordine e tribunali. Ascensori bloccati per dispetto, acqua giù dai balconi, volume del televisore altissimo nel cuore della notte, immondizia lasciata per le scale: nei fascicoli delle Procure c’è di tutto. E questo caso si aggiunge al già lungo elenco: colla nella serratura del portone di casa e in quelle delle portiere della vettura parcheggiata nel garage condominiale. Un teramano di 60 anni è stato rinviato a giudizio con l’accusa di danneggiamento aggravato dopo che, secondo l’accusa, avrebbe bloccato portone e macchina del vicino di casa. L’uomo è stato rinviato a giudizio dal gup Roberto Veneziano. Tra il 60enne e il suo vicino da casa da tempo non corre buon sangue e dopo essersi ritrovato con la porta di casa e le portiere della auto incollate l’altro ha deciso di dare corpo ai suoi sospetti installando una piccola telecamera di videosorveglianza sul balcone della propria casa, telecamera rivolta sulla strada in cui ogni sera lascia parcheggiata la propria autovettura. Le immagini hanno confermato i sospetti: a mettere la colla è il vicino di casa . Ma c'è da scommettere che anche questo alimenterà un nuovo fascicolo visto che il 60enne sembra intenzionato a controdenunciare il vicino per violazione della privacy proprio per l'installazione delle telecamere. Argomento quest'ultimo che, sempre a Teramo e sempre in un altro caso di litigi tra vicini, qualche tempo fa è finito al centro di un ricorso presentato al Garante per la protezione dei dati personali, autorità dello Stato con sede a Roma. Il Garante, in questo caso, ha giudicato il ricorso inammissibile perchè «non risulta, dalla documentazione in atti, che il trattamento dei dati personali abbia riguardato dati personali del ricorrente destinati a una comunicazione sistematica o alla diffusione e non sia, quindi, soggetto all'ambito applicativo del medesimo codice». In questo caso il vicino titolare dell'impianto di videosorveglianza ha attestato «che le immagini vengono archiviate e automaticamente cancellate dopo 24 ore».
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