Colle dei nidi, lo Stato presenta ricorso anche per la Regione

31 Luglio 2015

Appellata la sentenza che blocca la ricerca degli idrocarburi I sindaci protestano, D’Alfonso: «Non andremo in giudizio»

TERAMO. L’Avvocatura dello Stato ricorre contro la sentenza del Tar che annulla il permesso di ricerca di idrocarburi nell’area “Colle dei nidi” e lo fa anche per conto della Regione Abruzzo.

Una decisione che solleva la protesta dei sindaci di Bellante, Campli e Mosciano e fa scendere in campo la stessa Regione che ribadisce, così come già fatto qualche tempo con una delibera di giunta, il suo no al ricorso contro la sentenza del Tar Lazio. «La decisione del ministero dello Sviluppo economico di proporre appello contro la sentenza del Tar Lazio ci lascia sconcertati ed appare quanto mai inopportuna, soprattutto nel chiamare in causa la Regione Abruzzo», dichiara il sindaco di Bellante Mario Di Pietro, in accordo con i colleghi Giuliano Galiffi di Mosciano e Pietro Quaresimale di Campli, «che nel frattempo ha revocato tutti gli atti precedentemente assunti in merito, manifestando la volontà di affiancare le comunità locali nella lotta intrapresa contro le ricerche petrolifere su terra e in mare. Ribadiamo la ferma determinazione di opporci con ogni messo e in tutte le sedi all’avvio dei progetti petroliferi sui nostri territori». Secondo i sindaci, così si legge nella nota diffusa dagli amministratorilocali, «L’Avvocatura generale dello Stato, contravvenendo a quanto stabilito dall’ente regionale, ha scelto “liberamente” di notificare un atto di appello avverso la sentenza dinanzi al Consiglio di Stato lo scorso 22 luglio anche per conto della Regione Abruzzo oltre che del ministero dello sviluppo economico e della presidenza del consiglio dei ministri». E ieri mattina il presidente della giunta regionale Luciano D'Alfonso ha ribadito che la giunta non intende impugnare la sentenza con la quale i giudici del Tar del Lazio hanno accolto il ricorso dei Comuni contro il decreto del Ministero dello Sviluppo economico che dava il via libera al permesso di ricerca di idrocarburi, presentato dalla società Gas Plus Italiana, nel territorio ricadente entro le cosiddette "Colline Teramane", dove si coltiva agricoltura di pregio e vino Montepulciano Docg. «La giunta regionale», dichiara D'Alfonso, «condivide i motivi di doglianza prospettati nel giudizio di primo grado dai Comuni ricorrenti. Da tempo il programma di governo della giunta delinea un futuro della Regione non compatibile con i progetti di petrolizzazione, bensì orientato all'ecosostenibilità, alla qualità ambientale e turistica, alla tutela della produzione agricola di pregio e di innovazione tecnologica. Per questo, in caso di impugnativa da parte del ministero della sentenza favorevole ai Comuni la Regione Abruzzo non procederà alla costituzione in giudizio contro le amministrazioni comunali». La battaglia, dunque, continua. In attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato. E l’altro ieri il tema della petrolizzazione è stato al centro di un incontro che si è svolto a Pescara tra le associazioni ambientaliste e l’assessore regionale all’ambienteMario Mazzocca.©RIPRODUZIONE RISERVATA