Colleatterrato, scontro Pd-Ater

I Dem: «Palazzine inagibili nell’incuria». La presidente Ceci: «Accuse generiche»
TERAMO . È scontro sule case Ater di Colleatterrato. Il segretario di circolo del Pd Paolo Rapagnani, sollecita un intervento di manutenzione urgente da parte del presidente Maria Ceci che, però, rispedisce al mittente le contestazioni. La richiesta riguarda le palazzine popolari del rese inagibili dal terremoto e da anni disabitate. «Soffrono una condizione di incuria dei giardini e delle pertinenze esterne», fa sapere Rapagnani, «tali da danneggiare anche l’intera area e soprattutto i cittadini che risiedono nelle vicinanze». Il segretario di circolo evidenzia che «da tempo riceviamo numerose segnalazioni circa lo stato di abbandono delle palazzine in questione e in particolar modo delle loro zone comuni, giardini e zone esterne agli edifici, ormai irriconoscibili per la fitta vegetazione cresciutavi, la presenza di rifiuti ed escrementi di piccioni, che durante le giornate calde emanano una puzza nauseabonda. Molti cittadini lamentano poi la presenza di colonie di ratti che circolano nei cortili degli edifici, rendendo la situazione davvero grave, indecorosa e inaccettabile anche sotto l'aspetto sanitario». Immediata la replica di Ceci, secondo cui la segnalazione è troppo generica. «Si rende impossibile, per l’azienda che presiedo, l’individuazione del problema». Il sospetto adombrato dalla presidente, dunque, è che si tratti di un «attacco indiscriminato» al solo scopo di ricavarne visibilità in una «fin troppo anticipata campagna elettorale». Il problema evidenziato, sempre a detta di Ceci, potrebbe essere di competenza del Comune e non dell’Ater. In ogni caso l’avvio di interventi di bonifica «alla vigilia dell’avvio dei lavori di sistemazione delle palazzine rischia di configurarsi quale inutile dispendio di risorse». La presidente assicura comunque una verifica sullo stato dei luoghi che interessano le case popolari del quartiere, ma nel contempo invita Rapagnani a dettagliare la segnalazione.

