Collegio elettorale tagliato, nuove proteste

Rifondazione e Teramo Nostra chiamano alla mobilitazione i cittadini: «Uno scempio da fermare»
TERAMO. Non si placano le proteste contro lo schema di decreto legislativo che ridisegna i collegi elettorali dopo la riforma sul taglio dei parlamentari e che cancella il collegio uninominale di Teramo, accorpando elettoralmente la provincia in parte su Pescara e in parte, compreso il capoluogo, sull’Aquila.
A intervenire sulla questione è il circolo teramano di Rifondazione Comunista - Sinistra Europea che esprime la propria totale contrarietà verso lo schema di decreto. «Grazie a questa vergognosa contro-riforma messa in campo dal Governo Conte a seguito del recente referendum sul taglio dei parlamentari», scrive il segretario Mirko De Berardinis, «è evidente che per la provincia di Teramo sarà praticamente impossibile eleggere un rappresentante e avere quindi un proprio riferimento politico in parlamento. Il peso demografico del Teramano sarà di minoranza negli altri collegi, rappresentando il 36% in quello di Pescara e il 30% in quello dell’Aquila». Una decisione quella di cancellare il collegio teramano che per Rifondazione rappresenta un vero e proprio scempio, a fronte del quale il partito si dice ulteriormente indignato «per l’ipocrisia incarnata da alcuni esponenti politici teramani del Partito democratico e amministratori locali di centrosinistra e centrodestra che ora hanno pure la faccia tosta di dirsi preoccupati e critici verso questa proposta. Dopo aver votato a favore del taglio dei parlamentari», continua De Berardinis, «adesso quali altre balle vogliono raccontarci?». Da qui l'annuncio che Rifondazione continuerà a mobilitarsi contro la cancellazione del collegio di Teramo e l’invito a tutta la cittadinanza provinciale, le categorie sociali e produttive, i sindacati e le associazioni a sostenere questa battaglia.
Ma Rifondazione non è la sola a tornare sulla questione dei collegi. Una forte critica arriva infatti anche dall'associazione Teramo Nostra, che ricorda come già altre volte la provincia di Teramo abbia rischiato di restare senza rappresentanza e annuncia una mobilitazione permanente. «Siamo alle solite, da alcuni provvedimenti in cantiere si vorrebbe togliere alla provincia di Teramo la rappresentanza elettorale per la Camera e il Senato», scrive l'associazione, «già alcuni anni fa era in gestazione tale progetto, che noi teramani e i chietini rigettammo con una cospicua partecipazione popolare nel palazzo dell'emiciclo dell'Aquila; con Teramo Nostra partecipò anche l’allora sindaco di Teramo Brucchi. In seguito la questione fu accantonata». Oggi, però, viene riproposta. (a.m.)
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