Collegio tagliato, controffensiva di sindacati e Confindustria

TERAMO. Collegio elettorale spezzato in due: sindacati e Confindustria cercano di porre riparo a una situazione che penalizza fortemente il territorio teramano che nei fatti difficilmente avrebbe una...
TERAMO. Collegio elettorale spezzato in due: sindacati e Confindustria cercano di porre riparo a una situazione che penalizza fortemente il territorio teramano che nei fatti difficilmente avrebbe una propria rappresentanza in parlamento. «La provincia di Teramo sta ancora una volta subendo una decisione che la penalizza sul piano sociale, politico e istituzionale senza riuscire a mettere in campo una chiara e definita posizione autonoma sul piano valutativo e rivendicativo», scrivono Cesare Zippilli (Confindustria), Giovanni Timoteo (Cgil), Fabio Benintendi (Cisl) e Fabrizio Truono (Uil), «la decisione sui collegi elettorali spacchetta la provincia di Teramo utilizzando il suo elettorato non per rappresentare un’identità e un contesto omogeneo sul piano sociale ed economico , come la logica e il buon senso suggerirebbero, ma solo come “riempimento” dei collegi di Pescara e L’Aquila. Abbiamo ascoltato molte voci solitarie che hanno giustamente protestato contro questa decisione incapace di fornire un’adeguata rappresentanza al nostro territorio e lesiva di una storia civile e di un’identità culturale, economica e sociale, ma manca un’iniziativa e un impegno mirato e collettivo nel quale tutta la provincia fa sentire la propria voce e sostiene le proprie ragioni. Siamo convinti che, con una lettura più attenta, oggettiva e attuale della realtà regionale, ci possono essere definizioni diverse dei collegi elettorali con le quali rappresentare meglio non solo i cittadini teramani ma anche quelli abruzzesi».
Sindacati e Confindustria chiedono al presidente della Provincia la convocazione dell’assemblea dei sindaci allargata ai parlamentari, consiglieri regionali e rappresentanze sociali ed economiche per far emergere le posizioni di ognuno e mettere in campo un’azione comune.
«In questa provincia, purtroppo, continua a mancare uno spirito di comunità che sappia e possa rappresentarne gli interessi dei cittadini oltre le appartenenze politiche o organizzative, ma in questo tempo nel quale in ogni momento ci viene ricordato e imposto che si compete su uno scenario globale, è indispensabile saper riconoscere e sostenere gli interessi comuni. Ed è certo che lo smembramento sul piano elettorale danneggia tutti i cittadini di questo territorio impedendogli di avere una rappresentanza omogenea con la loro storia e la realtà attuale. Ma vogliamo credere che si possa ancora scongiurare questo scenario se in questa direzione i tanti rappresentanti politici ed istituzionali sapranno far sentire la loro voce e il loro protagonismo per un’azione collettiva possibile e credibile». (a.f.)
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