Colleparco, nuove attività e pochi servizi

Il presidente del comitato di quartiere: «Segnale positivo, ma più attenzione per strade e trasporti»
TERAMO. Cresce il quartiere di Colleparco. Lo fa in termini di attività commerciali, svelandosi zona attrattiva soprattutto per chi si occupa di salute e cura della persona.
Nelle ultime settimane, infatti, in via Amilcare Rambelli, a due passi dalla nuova piazza Giustino Melchiorre, si sono insediati studi professionali ed attività commerciali che stanno ridando vivacità al quartiere. A fare da traino è stata indubbiamente la farmacia che cinque anni fa ha scommesso su una zona popolosa ma priva di servizi. Una scommessa che, superate le prime difficoltà, è stata vinta tanto che l'attività è diventata fulcro per i nuovi insediamenti sanitari. Accanto ad essa, infatti, è arrivato prima uno studio di cardiologia e nelle ultime settimane hanno aperto le loro attività un fisioterapista e una nutrizionista.
A scegliere Colleparco è stata anche un'estetista, che quindici giorni fa ha inaugurato in via Rambelli il suo centro. Nuova vita anche per lo storico bar del quartiere: chiuso a febbraio dopo un lungo periodo di apertura solo pomeridiana, è stato rilevato da una coppia di teramani. Di recente apertura, infine, anche uno studio di architetti ed ingegneri. Quello in via Rambelli appare oggi come un piccolo polo sanitario e di servizi .
Dice il presidente del comitato di quartiere Piero Di Silvestre: «Rappresenta un segnale positivo per la nostra comunità. Certo pesa ancora l'assenza, in un'area universitaria e popolata anche da molti anziani, di un supermercato. Speriamo arrivi. Alla luce di queste significative aperture, vanno ora sanate le criticità che ancora ci sono e chiediamo all'amministrazione più attenzione per questa zona». Di Silvestre si riferisce all'illuminazione, alla pulizia delle strade, ai trasporti e ai cinghiali lungo la strada che collega Colleparco a Villa Mosca, da anni al centro di polemiche per il dissesto e per il buio. Così conclude: «Sono stati installati finalmente quindici pali della luce ma ancora però non vengono accesi. Da mesi è al buio la zona fra l'hotel Michelangelo e il ponte San Gabriele: abbiamo sollecitato interventi, ma nulla. Lì transitano molti pedoni e già ci sono stati incidenti, da tempo qui non passa una spazzatrice e non è mai stato risolto il problema del trasporto pubblico: dopo le 20 il quartiere è isolato. Così come irrisolto è l'assedio dei cinghiali che crea ansie ai residenti». (v.m.)
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