Colleparco, prete assediato dai cinghiali

L’ex parroco Bruni: «Costretto a dismettere l’orto, uscire è pericoloso». Il Comune impiega dissuasori
TERAMO. «È un fenomeno che negli anni è cresciuto e che addirittura negli ultimi mesi mi ha costretto a non poter godere del mio giardino, a stare chiuso in casa e a dover dismettere l'orto. Ora speriamo che questo problema si sia risolto»: così don Giovanni Bruni parla delle sistematiche incursioni dei cinghiali a ridosso della sua abitazione, a Colleparco. Qui, nel quartiere dove ha guidato la parrocchia fino al 2014, si gode il riposo dopo 70 anni al servizio della chiesa. Tuttavia la quotidianità del parroco emerito, come quella dei residenti, da tempo deve fare i conti con le incursioni dei cinghiali che di giorno e di notte si aggirano nella zona della chiesa di San Gabriele, nei cui pressi vive don Giovanni, lungo via Averardi e via Montauti. Due gruppi numerosi di ungulati scorrazzano nelle aree boschive del quartiere spingendosi nei giardini e negli orti, fin davanti ai cancelli delle case: il Comune di Teramo con l'ufficio ambiente e la Tai (l'associazione Tutela animali invisibili presieduta da Brenda Marsilii) da mesi sono impegnati nell'arginare il fenomeno con i dissuasori olfattivi che ora starebbero dando i primi risultati.
«Quando anni fa sono arrivato a Colleparco non vi era neppure l'ombra dei cinghiali. Poi col tempo gli avvistamenti sono aumentati e nell'ultimo anno è stato difficile convivere con questo problema: ogni giorno, a ogni ora, gruppi di cinghiali arrivano davanti casa», racconta don Giovanni, «Hanno distrutto il mio piccolo orto, che ho dovuto dismettere, ma anche piante e fiori. Ma soprattutto la loro presenza rende pericoloso uscire in giardino. Ho sollecitato il Comune e in particolare l'assessore Valdo Di Bonaventura che si è subito attivato. Il vigile ecologico Vincenzo Calvarese ha fatto un grande lavoro, è sempre stato presente e continua a monitorare la situazione: sono grato a lui e a Brenda Marsilii per l'impegno. Da più di una settimana i cinghiali sembrano spariti: speriamo continui così».
L'attività messa in campo dall'ufficio ambiente e dalla Tai sembra dare i suoi frutti: da una decina di giorni non si registrano avvistamenti a Colleparco, né nelle zone limitrofe. La collocazione di dissuasori olfattivi ha portato i cinghiali a spostarsi verso il lungofiume, nell'area boschiva, lontano da case e orti. Lo stesso lavoro è stato fatto a Villa Mosca, Nepezzano, Poggio San Vittorino, via Franchi, Villa Tordinia e Poggio Cono: tutte aree sensibili che continuano comunque a essere monitorate.
Veronica Marcattili

