Colonnella, caso Atr I sindacati: manca la cassa integrazione

11 Marzo 2021

COLONNELLA. È corsa contro il tempo per evitare il licenziamento degli 80 lavoratori dell’Atr di Colonnella, fallita per la seconda volta a novembre. La cassa Covid, approvata di recente dall’Inps,...

COLONNELLA. È corsa contro il tempo per evitare il licenziamento degli 80 lavoratori dell’Atr di Colonnella, fallita per la seconda volta a novembre. La cassa Covid, approvata di recente dall’Inps, scadrà il 31 marzo. Poi, senza una proroga a livello nazionale, i dipendenti andranno probabilmente in disoccupazione con la Naspi e si reciderà definitivamente il loro legame con l’azienda. Per questo i sindacati hanno chiesto ai curatori fallimentari di prevedere per un anno la cassa integrazione “per cessazione”, necessaria per dare sollievo ai dipendenti dal punto di vista economico, ma anche per spostare di 12 mesi la fine del loro rapporto con l’azienda che produce componenti in carbonio. L’obiettivo è quello di prendere tempo e cercare nel frattempo un acquirente interessato a rilevare lo stabilimento colonnellese. Questo mentre da giorni circolano voci su una possibile nuova avanzata dell’ex proprietario Antonio di Murro contro la sentenza di fallimento.
L’ipotesi della cassa integrazione per un anno è da tempo al vaglio della curatela e si attendeva un responso per i primi di marzo. Responso che però non è arrivato. Le sigle sindacali hanno chiesto anche la convocazione di una nuova riunione del tavolo di crisi regionale. Durante l’ultimo incontro per la Veco di Martinsicuro era stata anche avanzata la proposta di accorpare le due questioni unificandone i tavoli di crisi, visto che entrambe le aziende fallite potrebbero avere un futuro nel settore dell’automotive e non solo, avendo mezzi ed esperienze per poter produrre componenti in alluminio e in carbonio molto richiesti. (l.t.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.