Colonnella, salvati 300 posti Il sindaco: «Industrie in ripresa»

Pollastrelli parla delle imprese del territorio che continuano ad assumere, dall’Atr alla Colonnelli «Altre speranze nell’area di crisi complessa: abbiamo 120mila metri quadrati di capannoni dismessi»
COLONNELLA. Riparte l’economia nella zona industriale di Colonnella grazie alla voglia di rinascita di imprenditori secondo cui ancora non tutto è perduto. Il sindaco di Colonnella, Leandro Pollastrelli, fotografa con molto entusiasmo ciò che sta accadendo lungo il suo versante della vallata del Tronto. Un “miracolo” che non fa di Colonnella il gemello di altri poli industriali oggi in crisi. Ed il futuro prossimo passa ora anche attraverso i finanziamenti per l’area di crisi complessa che vede la volontà dell’impresa di insediarsi nel polo industriale della fondovalle.
«Sono compiaciuto nel registrare che ci sono aziende nel mio territorio che vivono più che sopravvivere e che stanno dando risposte alla domanda occupazionale», spiega il primo cittadino, «In un periodo storico in cui l’industria è asfittica, dove la fiducia nel rilancio del made in Italy è sempre meno, dove l’impresa preferisce trasferirsi altrove, da noi sta accadendo il contrario. In qualche anno grazie alla spinta imprenditoriale sono stati riassorbiti almeno 300 lavoratori con grande e forte risposta alla domanda occupazionale femminile. Cito qualche esempio. L’Atr è una delle eccellenze del polo del carbonio. Ebbene, dopo essere ripartita con un’occupazione di circa 70/80 unità, ora va a gonfie vele e conta già 300 dipendenti. Nel settore pellettiero, la ditta Colonnelli mostra capacità di fare impresa occupando diversi lavoratori. Ma sono anche altre le aziende che sono il nostro orgoglio e che operano anche nel settore tessile».
Pollastrelli confida nei bandi che a settembre verranno pubblicati per l’area di crisi complessa. «Abbiamo poco meno di 120mila metri quadrati di capannoni dismessi ed è da lì che vogliamo ripartire», riprende il sindaco di Colonnella, «L’opportunità ci viene offerta dall’area di crisi complessa e diversi imprenditori attendono il momento per fare di nuovo impresa. Non vogliamo costruire nuovi capannoni, ma impegnare e riempire gli “scatoloni” oggi vuoti, lanciarli e riconvertirli. Attorno al polo produttivo, poi, vogliamo procedere con investimenti per la riqualificazione urbana dell’area».
Nel settore commerciale, anche l’area attorno all’Iper sembra andare in controtendenza. Al parco commerciale Arcobaleno qualche anno fa avevano chiuso marchi come Solaris e Takko. In autunno, aprirà un nuovo supermercato che occuperà una superficie di 1.500 metri quadrati. Una società veneta è interessata ad espandere anche in provincia di Teramo la propria catena di supermercati. «Alcuni rappresentanti sono venuti in Comune per acquisire la documentazione. Daremo loro tutto il nostro supporto», sottolinea Leandro Pollastrelli.
Alex De Palo
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