Colpito per gelosia con sette coltellate

13 Febbraio 2018

Incontra la ex, il nuovo compagno di lei la segue e li aggredisce. L’arresto del fuggitivo agevolato dalla comunità romena

CORROPOLI. Una gelosia che acceca. E che tramuta un uomo in una furia. E così Adrian Iacob, romeno di 33 anni, residente a Corropoli, è ora rinchiuso in una cella nel carcere di Castrogno. Su di lui pesa l’accusa di tentato omicidio e lesioni.
Tutto è iniziato domenica sera, anche se forse qualche avvisaglia c’era già da qualche tempo. Iacob da qualche settimana aveva una relazione con una connazionale di 39 anni. Una donna che lavora in un’azienda agricola di Corropoli. La donna , che ha quattro figli, aveva prima interrotto una relazione con C.D. sempre romeno, di 45 anni, operaio agricolo. I due uomini peraltro si conoscono, tanto che nel pomeriggio di domenica C.D. va a trovare Iacob a casa della sorella e si fa anche una bevuta insieme.
Ma sotto sotto cova una forte gelosia. Infatti sempre domenica C.D. chiede alla sua ex 39enne un incontro. Dalla ricostruzione fatta dai carabinieri del comando provinciale infatti pare che i due, nonostante la relazione fosse stata interrotta da qualche tempo, fossero rimasti in buoni rapporti.
La sua ex convivente accetta e si danno appuntamento alle porte di Corropoli, nella zona industriale di Terrabianca. La donna non si accorge di essere seguita dal suo attuale partner, cioè Iacob. La donna si ferma nel luogo dell’appuntamento, un luogo buio in campagna, all’angolo di via Trigno, poco prima del ponticello che separa il territorio di Corropoli da quello di Tortoreto.
E qui Iacob esce dall’ombra come una furia. Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri prima l’afferra per i capelli, poi le dà un pugno in faccia, insanguinandola e rompendole due denti. Poi affronta C.D. e lo trafigge con sette coltellate al collo, all’addome e al cuore. E fugge. La donna, scioccata, chiama il suo datore di lavoro, chiedendogli aiuto, e lui a sua volta chiama il 112 e il 118.
I carabinieri si mobilitano e grazie a una profonda conoscenza della realtà corropolese e della comunità romena che vi risiede, i militari della stazione, quelli delle compagnie e del nucleo operativo circondano la zona, contemporaneamente iniziando a battere tutte le case dei romeni. Si scopre che Iacob ha chiesto asilo e che i romeni si sono rifiutati. Uno in particolare racconta che ha bussato alla sua porta con un coltello insanguinato in mano e che lui gli ha detto di andar via, ha preso il coltello e l’ha buttato dalla finestra. Massima collaborazione dunque con i carabinieri, a cui ha indicato anche dove ha lanciato l’arma del delitto. Altri carabinieri intanto sentono la donna, che nel frattempo è stata portata in ospedale a Giulianova per le medicazioni.
E infine altri, alle 22, individuano Iacob in campagna, mentre tenta di scavalcare una recinzione. Qui i carabinieri dopo una trattativa per indurlo a consegnarsi, lo immobilizzano con una breve colluttazione. Iacob – difeso dall’avvocato Amedeo Di Odoardo – continua a negare di essere stato lui ad accoltellare C.D. anche se i suoi vestiti sono sporchi di sangue, soprattutto nella parte destra. Oggi si terrà l’interrogatorio di garanzia e l’udienza di convalida davanti al gip Roberto Veneziano.
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