Colpo di scena politico in aula: è pace Arboretti-Mastromauro

Il capogruppo del Cittadino Governante espone un’osservazione dell’ex sindaco sul piano demaniale «Nella variante spariscono tre spiagge libere che erano già state acquisite dall’ente, non si può fare»
GIULIANOVA. Colpo di scena politico durante la discussione del nuovo piano spiaggia: il capogruppo del Cittadino Governante Franco Arboretti si batte in consiglio comunale a sostegno dell’osservazione al nuovo strumento urbanistico proposta dall’ex sindaco Francesco Mastromauro e dall’ex assessore Archimede Forcellese. È stata una discussione molto accesa quella che si è sviluppata intorno all’osservazione presentata dai due ex amministratori, riguardante le tre spiagge libere ubicate nel tratto centrale del lungomare, non più presenti nella nuova variante del piano demaniale marittimo comunale: ciò che ha suscitato un certo stupore in aula è che, al posto degli osservanti, si è battuto proprio Arboretti, il quale nelle precedenti consigliature era all’opposizione dell’amministrazione Mastromauro.
Il capogruppo del Cittadino Governante ha fatto notare, nel corso del dibattito, che tali spiagge, previste nel piano demaniale approvato nel 2007, grazie ai tagli alle concessioni con fronte mare superiore a 70 metri sono state acquisite dal Comune ormai da sedici anni. «La legittimità di quei tagli», osserva Arboretti, «che servirono allora a creare spiagge libere, fu confermata dai ricorsi al Tar e al consiglio di Stato, vinti dal Comune». Secondo Mastromauro e Forcellese, la variante al piano demaniale marittimo regionale approvata nel 2015, e che stabilisce dei criteri per il taglio delle concessioni per utilità pubblica diversi da quelli utilizzati nel piano del 2007, «non può essere attuata in maniera retroattiva», pertanto non può essere applicata alle spiagge libere che sono presenti sul lungomare monumentale, perché già acquisite dal Comune. Nell’osservazione degli ex amministratori, perorata da Arboretti, vengono denunciate anche le modalità seguite per riportare in concessione le spiagge libere: queste «devono essere assegnate mediante bando pubblico e non riassegnate ai titolari delle concessioni, che tuttora le hanno in disponibilità».
Nel corso della discussione, il capogruppo del Cittadino Governante ha parlato anche di un ipotetico conflitto di interessi che investirebbe un componente della giunta Costantini, perché beneficerebbe della soppressione delle spiagge libere sul lungomare monumentale in quanto balneatore. L’aspetto più significativo di questa mossa di Arboretti è, però, il risvolto politico, che lascia intendere un riavvicinamento e un possibile accordo elettorale in vista delle prossime amministrative fra Mastromauro e Forcellese, soci fondatori dell’associazione civica Evoluzione sostenibile, con il Cittadino Governante, guidato da Arboretti.
Nel corso della discussione sul piano spiaggia, l’assessore al demanio Giampiero Di Candido ha fatto chiarezza sulle puntualizzazioni ricevute dalla Soprintendenza regionale nell’ambito della conferenza dei servizi, sottolineando: «Recepiamo ciò che riguarda il lungomare monumentale, poiché dobbiamo preservare un bene storico, ma per quanto attiene le zone nord e sud le raccomandazioni ricevute dalla Soprintendenza ci appaiono eccessivamente pregiudizievoli: creare una limitazione a 250 metri quadri che può avere un senso in spiagge di dimensioni ridotte, ma non sulla nostra perché ampia. Le prescrizioni ci vengono fornite solo dagli enti che hanno poteri pianificatori, tipo la Provincia». Riguardo le piscine interrate, anche queste contestate dalla Soprintendenza, Di Candido afferma: «Ciò che è posto sul demanio deve essere tutto rimovibile. Dal canto nostro, faremo una raccomandazione aggiuntiva che invita al facile smontaggio delle strutture». Arboretti, in disaccordo con Di Candido, ha definito l’atteggiamento dell’amministratore «inspiegabile».
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