Coltellata a scuola, i carabinieri: «La vittima si conferma un bullo»

Giulianova, chiuse le indagini sul violento episodio nei corridoi dell’Ipsia e rapporto in Procura I militari hanno ascoltato quaranta testimoni, l’aggressore sospeso per tutto l’anno
GIULIANOVA. Un’indagine complessa che si è chiusa dopo aver sentito decine di testimoni, che ha confermato gli atteggiamenti da bullo della vittima e che da qualche giorno è sul tavolo del pm Greta Aloisi. E’ quella con cui i carabinieri hanno ricostruito il violento episodio della coltellata sferrata da uno studente ad un altro nei corridoi dell’istituto tecnico Ipsia di Giulianova.
Era la mattina del 20 febbraio quando un 18enne giuliese colpì al volto con un fendente un 17enne di origini marocchine residente a Mosciano. In queste settimane negli uffici della caserma dei carabinieri sono state convocate circa 40 persone tra docenti, personale ausiliario e studenti. Tutte persone informate sui fatti. L’indagine condotta dai carabinieri, oltre a ricostruire il fatto, ha confermato quanto già emerso nelle ore immediatamente successive al violento episodio: un gesto maturato nell’ambito dei difficili rapporti tra i due, con il più piccolo che in passato aveva avuto atteggiamenti da bullo nei confronti dell’altro.
I due, qualche giorno prima, si erano già affrontati vicino alla stazione ferroviaria. Con il 18enne che quella mattina si è presentato con un coltello nello zaino e che quando l’altro gli ha fatto uno sgambetto (fatto ripreso dalle telecamere della scuola) ha preso il coltello e lo ha colpito. Evidentemente nessuna giustificazione o attenuante per il gesto violento.
Nelle loro indagini gli uomini dell’Arma, coordinati dal comandante della stazione Angelo Varletta, si sono avvalsi anche delle conclusioni tratte dal Consiglio di classe prima e di quello d’Istituto poi acquisendo i relativi verbali. Nei giorni scorsi il Consiglio d’istituto ha deciso di sospendere il diciottenne dalle lezioni fino a giugno con la conseguenza della perdita dell’ anno scolastico. Unica via d’uscita concessa al ragazzo è quella di approdare ad un progetto scuola-lavoro che gli consentirebbe di acquisire una specializzazione. Un provvedimento che la difesa del ragazzo, rappresentata dall’avvocato Costanzo D’Amelio, ha annunciato di voler impugnare. Per il momento, intanto, nessun provvedimento disciplinare è stato preso nei confronti del diciassettenne.Dall’indagine condotta dai carabinieri non sarebbero emerse responsabilità a carico della scuola. Ora sarà il pm titolare del fascicolo, una volta preso atto delle indagini dei carabinieri, a stabilire le prossime mosse.
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