Coltellate alla ex: «Confermate i 10 anni»

19 Gennaio 2022

Il tentato omicidio di Tortoreto, in Corte d’appello la richiesta della Procura generale per Cistola

TERAMO. La Procura generale chiede la conferma della condanna di primo grado per Fabiano Cistola, il 36enne operaio di Corropoli condannato in primo grado a dieci anni per il tentato omicidio della 39enne ex fidanzata Giusy Montecchia. La richiesta del sostituto procuratore generale Carlo Paolella è arrivata nel corso dell’udienza che si è svolta ieri mattina davanti al collegio presieduto da Gabriella Tascone e che è stato aggiornato alla prossima settimana per l’arringa di uno dei difensori e per la camera di consiglio. L’imputato è difeso dagli avvocati Gennaro Lettieri e Claudio Iaconi, la parte offesa che si è costituita parte civile è assistita dall’avvocato Florindo Tribotti.
Cistola, secondo lo psichiatra forense Stefano Ferracuti incaricato dalla corte di fare una perizia, è capace di intendere e di volere e lo era al momento dei fatti. La nuova perizia è stata disposta dalla Corte d’appello in accoglimento della richiesta fatta dai difensori Lettieri e Iaconi.
Per Cistola anche il tribunale di Teramo aveva disposto una perizia psichiatrica che aveva stabilito come l’uomo fosse capace di intendere e di volere. In sede di Appello i difensori avevano chiesto una nuova perizia così scrivendo nel ricorso: «L’esame condotto dal perito è stato ben lungi dall’essere approfondito né ha tenuto conto delle precedenti diagnosi riferite ai disturbi psichici sofferti dall’imputato. La relazione descrive l’evento così come riferito negli atti senza svolgere alcuna valutazione sulle mosse compiute dall’imputato».
Nel febbraio del 2019 Cistola sferrò quattordici coltellate alla donna che lo aveva da poco lasciato dopo una convivenza, aggredendola sul lungomare di Tortoreto. La mattina del 22 febbraio, dopo aver squarciato con un taglierino la gomma dell’auto della ex, Cistola tornò a casa per prendere il coltello da cucina con cui pochi minuti dopo sferrò quattordici fendenti alla donna colpendola al ventre e al torace. Venne arrestato a poca distanza dopo una breve fuga. La donna per mesi è rimasta in prognosi riservata, sospesa tra la vita e la morte.(d.p.)
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