Coltivava la marijuana Arrestato un muratore

22 Agosto 2020

Sant’Egidio, la Finanza scopre una fiorente piantagione lungo il Salinello I militari si appostano e sorprendono l’albanese di 28 anni che va a irrigare

SANT’EGIDIO. Muratore di giorno e coltivatore di piante di marijuana nel tempo libero. L’extra “lavoro” di un albanese di 28 anni residente a Sant’Egidio alla Vibrata è costato l’arresto (convalidato dal Gip del tribunale di Teramo) e il sequestro per la distruzione delle rigogliose piante pronte per essere lavorate. Dopo il blitz di luglio che aveva portato al sequestro di una folta coltivazione lungo il fiume Salinello a Sant’Omero del valore di circa due milioni di euro, gli stessi uomini della tenenza della guardia di finanza di Nereto hanno messo fine ad un’altra coltivazione, a Sant’Egidio, sempre lungo i terreni del Salinello.
I militari hanno individuato 31 piante di cannabis di altezza fino a 2 metri, in piena fioritura e pronte per essere raccolte. La piantagione è stata realizzata con il metodo della coltivazione a “dispersione”. Ogni pianta di cannabis, infatti, era coltivata lontana l’una dall’altra e ciascuna era stata interrata all’ombra di una pianta ad alto fusto o in presenza di una folta vegetazione, per impedirne la scoperta attraverso mezzi aerei, come era accaduto a metà luglio scorso. I finanzieri sapevano che qualcuno si sarebbe fatto vivo per innaffiare le piante ed hanno atteso per arrestarlo. La pazienza è stata premiata. Le Fiamme gialle si sono mimetizzate nella boscaglia, hanno aspettato il responsabile della coltivazione posta su terreno demaniale e gli sono piombati addosso per arrestarlo in flagranza di reato. Dalla banca dati, il coltivatore è risultato essere un albanese, muratore, regolare in Italia che al momento dell’arresto era giunto sul terreno per provvedere alla irrigazione delle 31 piante.
Perché si consumasse il reato, i finanzieri neretesi hanno atteso che armeggiasse con gli strumenti dimostrando che era lui a prendersi cura delle piante oltre alle quali sono stati sequestrati vari utensili e oggetti usati per la coltivazione. Gli esemplari di cannabis sono stati sradicati. Nei confronti dell’albanese sono scattate le manette ed è stata eseguita anche la perquisizione dell’abitazione e dell’auto. Il giudice ha convalidato l’arresto disponendo il processo l’11 settembre. Nel frattempo, il 28enne dovrà presentarsi tutti i giorni nella caserma dei carabinieri di Sant’Egidio per l’obbligo di firma. Lo stupefacente ottenuto dall’essiccazione delle piante di cannabis avrebbe fruttato sul mercato illegale circa 35mila euro. A metà luglio, sempre le Fiamme gialle di Nereto con i colleghi del reparto aeronavale di Pescara scoprirono lungo il Salinello una coltivazione di 2.100 piante che sul mercato avrebbe fruttato almeno due milioni.
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