«Comignani è caduto per un’imboscata»
Silvi, è il parere del Pd e dell’assessore Rocchio. Partipilo: «Gravi danni al turismo». Mazzone: «Meglio il commissario»
SILVI. «È stata un’imboscata a far cadere l’amministrazione Comignani». È quanto afferma il braccio destro del sindaco, l’assessore al bilancio Giovanni Rocchio, all’indomani della crisi aperta dai consiglieri della minoranza, di Sel e del delegato al commercio Pasquale Arlini, che si sono dimessi davanti a un notaio decretando di fatto lo scioglimento del consiglio. Rocchio non usa mezzi termini per raccontare quelli che, a suo giudizio, sono stati i veri motivi dell’improvvisa caduta dell’amministrazione comunale a guida Pd. «Siamo stati traditi, prima della firma dal notaio nessuno aveva lamentato delle difficoltà interne. Il problema non è politico, ma è da ricercare all’interno del comportamento individuale dei singoli consiglieri. Il Pd è un partito aperto che, se ci sono problemi, ne parla ne discute e poi decide. Comignani è caduto senza una motivazione specifica. L’approvazione della variante al piano regolatore non è stata la scusa scatenante dei voltagabbana. Era un atto che da anni bisognava approvare e che finalmente abbiamo portato in consiglio». Rocchio punta il dito sui due i due consiglieri di Silvi 2024 che «avevano manifestato da tempo il loro disappunto per il nuovo Prg, ma mai avremmo pensato che avessero l’obiettivo di regalare il paese al centrodestra. Il sindaco è rammaricato per quello che è successo in maniera così repentina».
I prossimi passaggi saranno lo scioglimento formale del consiglio comunale e la conseguente nomina, da parte del prefetto, di un commissario straordinario che traghetterà la città verso nuove elezioni, che presumibilmente si svolgeranno nella primavera del prossimo anno. Il Partito democratico, dopo le dimissioni in massa, aveva scritto una nota molto pesante contro il consigliere Arlini: «Il sindaco Comignani è stato tradito, condanniamo il vile gesto del consigliere di maggioranza che prestandosi al gioco al massacro lascia Silvi senza governo. Alle porte della stagione estiva e nel momento in cui si stanno concludendo e nel contempo avviando progetti e cantieri fondamentali per la città ed i suoi residenti, il danno economico e di immagine è incalcolabile. Ora siamo già pronti per tornare al governo di una Silvi che vogliamo sempre più libera». Il vicesindaco Vito Partipilo sui danni che la crisi provocherà al turismo ieri ha scritto su facebook: «Avevamo in cassa 10mila euro per il progetto open day dal 28 maggio al 4 giugno. Soldi che necessitano ora del progetto approvato dalla giunta entro la settimana....peccato che qualcuno ha pensato, il 22 aprile, di metter fine al nostro impegno. Ora questi fondi verranno distribuiti per eventi e manifestazioni agli altri Comuni che ringraziano i nove giullari che animeranno la prossima estate silvarola con spettacoli di strada e teatrini elettorali».
L’opposizione, dal canto suo, ritiene che il commissariamento sia il male minore. «Siamo stati molto critici verso questa maggioranza», scrive Annapaola Mazzone, «che abbiamo ritenuto spocchiosa e inconcludente. Un commissario saprà sicuramente fare meglio ed eviterà un ulteriore indebitamento. Rimane il rammarico per le opere avviate e non completate e per le opportunità perse in termini di finanziamenti europei attivati.Si voterà nel 2018.Speriamo che sia la volta buona per la nostra città ».
Domenico Forcella
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