Comitati di quartiere all’attacco «Amministrazione inefficiente»

Sotto accusa Comune e Provincia che non riescono a portare avanti le opere pubbliche finanziate Bucciarelli: «Rischiamo di perdere i fondi, c’è una stasi inaccettabile. Faremo fare noi i progetti»
TERAMO. Inefficienza della pubblica amministrazione. È questo, secondo il coordinamento dei comitati di quartiere di Teramo, il problema che impedisce alla città di risorgere, non consentendo alle decine di milioni arrivate in città negli ultimi anni di tradursi in opere pubbliche. I comitati si riferiscono soprattutto al Comune, ma anche alla Provincia.
L’affondo, in una conferenza stampa convocata nella sede del quartiere San Berardo, lo porta per primo Domenico Bucciarelli, presidente del coordinamento, che dice: «Riteniamo che ci siano comparti dell’amministrazione comunale, in particolare il settore tecnico, che abbiano gravi lacune. Le abbiamo segnalate al sindaco in una lettera mandata un mese fa, sottolineando che questa città non può permettersi ritardi e inefficienze del genere. Dai nostri conti sono arrivati in città, durante il governo regionale D’Alfonso, 365 milioni di euro tra Masterplan, viabilità e scuole. Ebbene, di questi finanziamenti non conosciamo neanche i responsabili del procedimento, e men che meno a che punto è la lavorazione. Facciamo notare che i fondi europei dopo tre anni vengono annullati, qui si rischia di perdere questi soldi. Abbiamo avuto diversi incontri con gli amministratori», conclude Bucciarelli, «segnalando le problematiche e le necessità, ma resta tutto senza alcun seguito. Siamo allarmati e diciamo agli assessori: basta con i selfie e le autocelebrazioni, gli applausi vanno meritati attraverso le opere».
Ha rincarato la dose Elisa Ciapanna, dell’associazione San Nicolò e dintorni, ricordando come un anno fa venne fatto firmare ai candidati a sindaco D’Alberto e Morra un documento che prevedeva tre interventi prioritari per San Nicolò (recupero dell’ex scuola Febbo, riparazione del ponte sul Reganello e nuove rotatorie) e come nulla ne sia seguito. «Tornate ad occuparvi dei problemi dei cittadini», ha detto rivolta agli amministratori, «chiediamo di essere ascoltati e di non essere presi in giro. Intanto a livello politico non fiata nessuno, non possiamo fare noi la parte dell’opposizione».
Demetrio Rasetti, del comitato Villa Mosca, ha sottolineato il silenzio del Comune sul possibile spostamento dell’ospedale a Piano d’Accio e ricordato che D’Alberto e Morra, prima del ballottaggio di un anno fa, sottoscrissero un documento nel quale s’impegnavano, in caso di spostamento del Mazzini, a cambiare la destinazione d’uso dell’area ospedaliera attuale in modo da evitare l’arrivo della sanità privata. «La città è immobile e sempre più povera», ha concluso, «vanno messe in campo delle strategie».
E, a proposito di strategie, è intervenuto Siriano Cordoni, presidente della neonata associazione Stazione-Sacro Cuore: «A distanza di un anno non sappiamo ancora qual è il progetto di questa amministrazione per la città. Vorremmo conoscere la prospettiva di sviluppo, se c’è un piano strategico possiamo dare un contributo, altrimenti inseguiamo sempre interventi tampone».
Bucciarelli ha concluso: «Abbiamo dimostrato in più occasioni (teatro romano, centrale della Cona e no all’ospedale trasferito a Mosciano) che quando l’amministrazione ci ha ascoltato, il risultato l’abbiamo raggiunto. Ultimamente invece le cose vanno in modo diverso, non c’è ascolto. Il sindaco D’Alberto sta facendo bene su alcune cose, ma non basta. E noi non possiamo restare passivi. Tant’è che abbiamo deciso che quelle proposte progettuali di cui si era parlato in un incontro, mesi fa, e delle quali nel nuovo bilancio non vi è traccia, le elaboreremo noi. Daremo incarichi a professionisti di fare studi di fattibilità, questa stasi va superata».
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