Comitati e associazioni dicono no a Piano d’Accio

Presentato anche un accesso agli atti per il project e annunciata la costituzione di un tavolo permanente. Marcozzi: «Va utilizzata l’area dell’ex sanatorio»
TERAMO. La decisione della Asl di realizzare il nuovo ospedale a Piano d’Accio, confermata qualche giorno fa dal direttore generale Roberto Fagnano, non va giù a comitati di quartiere e associazioni che dopo aver sottoscritto un apposito documento ieri sono tornati a esprimere la totale contrarietà alla «delocalizzazione» del presidio. Ma non solo. Perché nella stessa sede hanno annunciato di aver inoltrato una richiesta di accesso agli atti in merito al project sul nuovo ospedale e la costituzione di un tavolo permanente con l’obiettivo di coinvolgere sulla questione l’intera città.
A lanciare la mobilitazione 14 tra comitati di quartiere e associazioni, che hanno invitato la Asl a considerare «prioritariamente la riqualificazione del Mazzini» in quanto ritenuto il sito più idoneo alle esigenze dell’utenza. «Innanzitutto non c’è stato alcun confronto con la città», ha dichiarato Domenico Bucciarelli, del comitato di quartiere della Cona, «e nonostante avessimo richiesto come comitati un incontro con il direttore amministrativo Maurizio Di Giosia ad oggi non siamo stati ricevuti». Per associazioni e comitati la collocazione dell’ospedale a Piano d’Accio non sarebbe idonea per diversi motivi: dallo spostamento verso la costa, con un ulteriore squilibrio territoriale ai danni della città agli interventi in termini di infrastrutture che dovrebbero essere realizzati a Piano d’Accio, come parcheggi e viabilità. Sotto accusa anche la formula del project, che «per le cifre convenute risulterebbe eccessivamente squilibrata a vantaggio degli interessi privati sulla sanità pubblica», come si legge nel documento sottoscritto dai comitati della Cona, San Berardo, Villa Mosca, il Castello, la Stazione, Santa Maria a Bitetto, Scapriano, Teramo centro, Frondarola e Colleatterrato e dalle associazioni Teramo Nostra, Sant’Atto, Cittadinanzattiva e Scuole sicure.
Contrario alla delocalizzazione anche il presidente del comitato di quartiere della Gammarana Alfonso Marcozzi, per il quale però la riqualificazione dell’attuale presidio sarebbe da escludere. «Non so dove abbiano trovato lo spazio sufficiente a Piano d’Accio, visto che buona parte è urbanizzata e un’altra parte è sottoposta a vincolo», ha dichiarato, «al contrario nell’attuale sito è disponibile l’area dove insiste oggi il sanatorio, pari a 40mila metri quadri, dove si può realizzare un nuovo edificio non di sette piani ma di tre piani consumando non più del 30 per cento di terreno».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

