Comitato dei sindaci: allarme per i nuovi casi

24 Settembre 2020

Timori soprattutto per i bambini, ma la Asl ha già predisposto percorsi specifici se hanno sintomi

TERAMO. L'aumento dei contagi preoccupa molto i sindaci del Teramano, che in vista dell'apertura delle scuole sono tornati a chiedere l’applicazione di un protocollo sanitario molto rigido e chiaro che consenta di gestire le situazioni di difficoltà, con la predisposizione di presìdi e percorsi da seguire in caso di criticità nei plessi scolastici.
Procedure specifiche, quelle sulle scuole, che la Asl ha già predisposto con l'istituzione degli ambulatori pediatrici Covid e con precise indicazioni da seguire in caso di sintomi influenzali o para influenzali da parte degli studenti, fissando anche le modalità di effettuazione, in tempi rapidi, di test e tamponi, così come evidenziato sia nel corso del comitato ristretto dei sindaci, al quale hanno partecipato anche Manuela Di Virgilio, della direzione medica del presidio ospedaliero di Teramo, e Giandomenico Pinto, direttore dell'unità operativa complessa distrettuale dell'Adriatico, sia nel corso della successiva riunione in prefettura alla quale, per la Asl, ha preso parte del direttore del servizio di assistenza territoriale Valerio Profeta. «Il protocollo, attivato anche in accordo con i pediatri di libera scelta», ha spiegato Profeta, «prevede che questi ultimi siano reperibili dalle otto di mattina alle otto di sera. Nel caso in cui un bambino o un adolescente si ammali i genitori dovranno chiamare il proprio pediatra o il proprio medico di base se parliamo di un ultraquattordicenne, che li indirizzerà su cosa fare». I pediatri e i medici di base, dunque, faranno una prima valutazione e successivamente, se ce ne saranno gli estremi, invieranno i pazienti negli ambulatori appositamente istituiti dalla Asl dove troveranno un pediatra che valuterà se sottoporlo o meno a tampone. «Ieri (martedì per chi legge, ndr), abbiamo avuto un incontro con i dirigenti scolastici evidenziando come il campanello d'allarme per rimandare un alunno a casa deve essere una febbre sopra i 37.5°».
Alla Asl, in ogni caso, i sindaci hanno chiesto anche di essere costantemente coinvolti nel percorso di gestione in sicurezza delle scuole. «Ho sentito la necessità di convocare il comitato a seguito dell'appello rivolto dalla Asl e dei numeri che parlano di un incremento del numero dei ricoverati e dei contagi», ha detto il sindaco D'Alberto, «numeri che al momento sono contenuti all'interno del carico che le nostre strutture possono affrontare. Una risposta al momento c'è ma dobbiamo evitare che la situazione possa andare fuori controllo. Per questo abbiamo chiesto che in prossimità dell'inizio delle scuole ci sia un protocollo molto rigido e chiaro che consenta di gestire eventuali situazioni di difficoltà nei plessi scolastici e devo dire che la risposta della Asl è stata positiva, tanto che ci saranno presidi e percorsi dedicati». Sul tavolo anche la necessità di un maggior raccordo tra le istituzioni. «Sotto l'aspetto della risposta ospedaliera», ha continuato il sindaco, «registriamo un'assenza di coordinamento da parte della Regione. Per questo chiediamo che ci sia chiarezza oltre a un coordinamento e a una regia sanitaria regionale che definisca la linea strategica da seguire nel caso di situazioni di difficoltà rispetto le quali non si possa reagire con i numeri che abbiamo oggi a disposizione».
Tra le richieste del primo cittadino anche quella di conoscere il ruolo dell'ospedale Covid di Pescara. «Vogliamo sapere se ha la capacità di evitare che si generino sul territorio delle singole province situazioni difficilmente gestibili», ha concluso, «e chiediamo anche un coordinamento dei comitati ristretti che consenta di definire una strategia e un protocollo generali che consenta di mantenere la situazione sotto controllo». Poi un appello al senso di responsabilità dei cittadini. «La nostra Asl, dopo una prima fase di difficoltà sta rispondendo in modo ottimale alle esigenze emerse», ha concluso, «ma serve la responsabilità di tutti, a partire dai cittadini. Lo dobbiamo ai nostri figli. Domani (oggi per chi legge ndr) apriranno le scuole e non possiamo consentire che il contesto sanitario metta a repentaglio la continuità dell'attività didattica». (a.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .