Commemorato il naufragio del “Rodi”

MARTINSICURO. Nella mattinata del 23 dicembre si è svolta a San Benedetto del Tronto la consueta cerimonia che ricorda i marinai che hanno perso la vita mentre lavoravano in mare. "L’approdo negato":...
MARTINSICURO. Nella mattinata del 23 dicembre si è svolta a San Benedetto del Tronto la consueta cerimonia che ricorda i marinai che hanno perso la vita mentre lavoravano in mare. "L’approdo negato": è questo il nome dato da anni alla manifestazione-ricordo, che prende spunto dal tragico naufragio del motopesca “Rodi”, avvenuto il 23 dicembre del 1970 dopo che alla nave non fu concesso di entrare in porto. Presenti il sindaco di San Benedetto del Tronto, Pasqualino Piunti, il primo cittadino di Martinsicuro Massimo Vagnoni, i parenti di alcune delle vittime (il comandante Agostino Di Felice era di Martinsicuro), il comandante della Capitaneria Mauro Colarossi e il presidente del Circolo dei Sambenedettesi Rolando Rosetti.
«La bellezza del mare», è il ricordo di quel tragico giorno dell’ex sindaco della cittadina truentina Paolo Camaioni, «è pari al suo mistero indecifrabile. Il 23 dicembre 1970, appena fuori dal porto di San Benedetto del Tronto, affondava la motonave "Rodi", con dieci marittimi a bordo, comandati dal nostro concittadino Agostino Di Felice. È una triste ricorrenza, simbolo del sacrificio della nostra marineria che, dal 1948 ad oggi, ha conosciuto la perdita di 26 uomini. Ieri da sindaco, oggi da amico, rivolgo un pensiero, un abbraccio ed una preghiera ai loro cari che, in questi giorni, avvertono come non mai il peso di una mancanza». Nel naufragio perse la vita tutto l’equipaggio. Dopo sei giorni un pontone riuscì a recuperare il relitto della barca. A bordo c’erano dieci marittimi ma nello scafo vennero rinvenuti solo quattro corpi. Il funerale delle vittime si svolse nella chiesa dei Padri Sacramentini alla presenza di oltre 12mila cittadini tra cui moltissimi martinsicuresi. (s.d.s.)

