Commercio sempre più in crisi, chiuse trenta attività

PINETO. La crisi del commercio a Pineto continua a mordere e tra le cause evidenziate dall’associazione commercianti ci sono le spese troppo alte degli affitti e una mancata riduzione della tassa sui...
PINETO. La crisi del commercio a Pineto continua a mordere e tra le cause evidenziate dall’associazione commercianti ci sono le spese troppo alte degli affitti e una mancata riduzione della tassa sui rifiuti Tari che continua ad essere la voce più onerosa tra le spese. A tracciare un quadro della situazione è Biagio Iezzi presidente della categoria dei negozianti: «Se da inizio anno possiamo notare qualche timida apertura di attività, di contro ce ne sono molte che pur non abbassando la saracinesca si trascinano in attesa di poter vendere l’avviamento. Abbiamo più volte chiesto alla precedente amministrazione comunale di ridurre le tasse specie quelle sulla raccolta dei rifiuti ma non c’è stato nulla da fare. Il tema dovrà essere affrontato ora dalla prossima compagine amministrativa che dovrà essere eletta a giugno». Secondo una stima dal 2022 sarebbero oltre 30 le attività cessate, molte di piccole e medie dimensioni. Un commerciante che è pronto a mollare ha affermato: «Bisogna considerare che non c'è da pagare solo l'affitto, ma a questo costo si aggiungono altri balzelli. Le tasse comunali come la Tari e l'occupazione del suolo pubblico incidono moltissimo. Bisogna pagare anche l'insegna, la pubblicità, la rata dell'assicurazione, i contributi previdenziali, il commercialista, le tasse nazionali e poi le bollette che sono aumentate a dismisura ed eventuali prestiti bancari. Risultato è che non conviene rimanere aperti». Il quadro non cambia neanche tra gli ambulanti del mercato settimanale del sabato: in molti, infatti, si lamentano per i balzelli.
Domenico Forcella
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