Commercio, stangata bis dopo i danni del terremoto

21 Aprile 2020

Sfoglia ( Confcommercio): «Previsioni nere per il centro storico, serve liquidità» Topitti (Confesercenti): «I proprietari di immobili facciano uno sforzo sugli affitti»

TERAMO. È evidente che per una realtà commerciale come quella teramana, già provata dal terremoto, la ripresa si annuncia ancora più difficile. Con una fase 2 all’insegna di tagli e riduzioni di personale. Con numeri alti, anche se per ora nessuno azzarda previsioni. «Che possono essere solo pessime» dice Dario Sfoglia, storico commerciante e rappresentante di Confcommercio. È uno scenario desolante, con tante ombre e poche luci, quello che si intravede. «Il commercio teramano, e soprattutto quello del centro storico, è ancora più penalizzato», dice Sfoglia, «proprio in considerazione dei danni già provocati dal terremoto e da cui ancora non ci siamo ripresi. Prima del coronavirus si riusciva a sopravvivere, il dopo sarà drammatico. Anche perché è evidente che laddove non si vendono beni di prima necessità è chiaro che non ci sarà la fila di clienti fuori dai negozi».
E aggiunge: «Non possiamo pensare di rispondere alla gravissima situazione economica dei commercianti, degli esercenti e di tantissimi altre piccole imprese semplicemente spostando le scadenze dei pagamenti tributari e contributivi, oppure con il credito d’imposta sulle locazione o con qualche ritocco di tasse locali. È evidente che c’è un problema di liquidità che va risolto immediatamente».
Sui numeri Sfoglia non si sbilancia «perché bisogna essere esatti e non darli a caso» ma è chiaro nel dire che una delle prime conseguenze sarà la riduzione del personale. «Purtroppo», dice, «molti faranno fatica a mantenere lo stesso numero di occupati visto tutte le spese che dovranno comunque affrontare e che vanno dal pagamento delle tasse a quello dei mutui fino agli affitti». E conclude: «Bisogna ripartire rispettando tutte le norme per garantire la salute di tutti, ma bisogna cominciare a pensare al futuro. Dopo una guerra bisogna sempre ricominciare anche tra mille difficoltà».
Sulla stessa lunghezza d’onda Antonio Topitti, rappresentante della Confesercenti e per anni titolare di una storica libreria: «Per il commercio teramano è davvero una mazzata visto che il settore, soprattutto in centro storico, ancora non si riprendeva dai danni provocati dal terremoto. Ci sono i provvedimenti del governo con i fondi da chiedere alle banche ma è necessario che gli istituti di credito semplifichino le procedure, che le rendano più veloci. Per garantire la sopravvivenza quotidiana serve liquidità perché ci sono le spese correnti da fronteggiare. A cominciare proprio dagli affitti».
E qui Topitti lancia un appello proprio a tanti proprietari di immobili teramani: «Ognuno deve fare la sua parte di sacrificio e credo sia giusto lo facciano anche i proprietari di immobili per gli affitti. Un proprietario di immobili che per dieci, quindici anni ha sempre ricevuto regolarmente il pagamento dall’affitto dal negoziante di turno può anche aspettare in questo momento di emergenza senza minacciare sfratti o altro anche perché non credo che in questo periodo potrebbe trovare altri affittuari. Il momento è veramente difficile e proprio per questo è necessario che ci sia uno sforzo collettivo e che tutti facciano la loro parte. Nessuno escluso. Sia le istituzioni e sia privati. È chiaro che si tratti di un momento veramente difficile ma nessuno deve arrendersi. Lo dobbiamo soprattutto ai giovani che tra mille difficoltà si sono avvicinati a questo settore».
©RIPRODUZIONE RISERVATA