Commissariamento della riserva Il Comune: bufala senza valore

23 Gennaio 2016

Roseto, Pavone e Fornaciari annunciano di non aver ricevuto alcun atto della Regione sul Borsacchio «Poi non è valido: l’avrebbe dovuto fare la Provincia. Solo un’operazione politica per le elezioni»

ROSETO. Il commissariamento della riserva Borsacchio è una bufala. A questa conclusione è giunta l’amministrazione comunale di Roseto, che ieri mattina ha ripercorso pubblicamente tutte le tappe della vicenda relativa alla riserva a partire dalla sua istituzione.

«Il 22 dicembre 2015, in pieno periodo natalizio», hanno dichiarato sindaco di Roseto Enio Pavone e l’assessore all’ambiente Fabrizio Fornaciari durante la conferenza stampa che si è tenuta ieri, «siamo venuti a conoscenza, a mezzo stampa, di una delibera di giunta regionale che prevede uno pseudo-commissariamento da parte della Regione, atto che tra l’altro a oggi non è stato formalmente notificato a questo ente. Riteniamo che, dal punto di vista giuridico, questo atto non abbia valore in quanto l’eventuale commissariamento doveva essere comunque fatto in capo alla Provincia di Teramo, come prevede la legge quadro regionale sulle riserve viste anche le nuove competenze attribuite alle Province». Secondo gli amministratori rosetani, inoltre, dal punto di vista sostanziale non si tratterebbe di un incarico professionale, in quanto privo di risorse finanziarie, ma di un semplice incarico ricognitivo circa lo stato di attuazione delle attività svolte.

«Cosa che poteva essere benissimo chiesta al Comune», ribadiscono Pavone e Fornaciari «come avvenuto nel 2008, e che avrebbe permesso alla Regione di conoscere - non in 24 mesi come previsto dalla delibera della giunta regionale del 22 dicembre 2015, ma in tempo reale - lo stato di attuazione della stessa». Quindi il commissario incaricato, sempre secondo gli amministratori rosetani, potrà solamente prendere atto dello stato di attuazione dei lavori e cioè: la predisposizione dei cartelli segnaletici perimetrali; l’approvazione di un progetto pilota di gestione degli spazi; la nomina del comitato di gestione; l’affidamento dell’incarico di consulente per la stesura del piano di assetto naturalistico (Pan). Perché la giunta regionale ha adottato una delibera quando sarebbe bastato chiedere dei chiarimenti agli uffici comunali come si dovrebbe fare per legge e come fatto in passato?», si chiedono Pavone e Fornaciari «avrebbe avuto i risultati in pochi giorni, altro che i 24 mesi di tempo concessi al ricognitore! Probabilmente la risposta sta in un effetto mediatico che si è voluto alimentare al fine di soddisfare le esigenze di qualche parte politica attualmente impegnata nella campagna elettorale per il rinnovo del sindaco e del consiglio comunale di Roseto».

Chiaro il riferimento all’onorevole Giulio Sottanelli - ispiratore della coalizione #amoRoseto che ha Rosaria Ciancaione come candidato sindaco - il primo a rendere noto e denunciare la delibera di commissariamento.

Federico Centola

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