Commissariato e servizi in città: altro scontro tra i due candidati

30 Aprile 2023

Il sindaco Ferretti: «Abbiamo salvato il presidio della polizia con un appalto da oltre quattro milioni» Lo sfidante Prosperi: «È una politica di retroguardia, il calo dei residenti è il segno del fallimento» 

ATRI. La campagna elettorale ad Atri si accende anche sui lavori per il nuovo commissariato di polizia nell’area adiacente piazzale Alessandrini. Se da un lato il sindaco ricandidato del centrodestra Piergiorgio Ferretti rivendica il merito sui finanziamenti ricevuti e per l’appalto da oltre quattro milioni di euro, dall’altro lo sfidante Alfonso Prosperi di “Alleanza civica” evidenzia che la città continua a perdere quota in termini demografici e che molti i servizi sono stati depotenziati, a partire da quelli sanitari offerti dall’ospedale San Liberatore.
«La costruzione del nuovo commissariato di polizia sul territorio di Atri, insieme al centro operativo comunale per le emergenze, i cui lavori proseguono speditamente», esordisce il primo cittadino uscente, «rappresenta un successo per l’amministrazione comunale dopo le numerose battaglie politiche e burocratiche per scongiurare il trasferimento a Roseto. Com’è noto, da sempre i comuni della costa hanno tentato, negli anni, di portare il presidio della polizia nelle città dove il numero degli abitanti è di gran lunga superiore a quello del nostro territorio sia per ragioni strategiche legate alla crescente attività di contrasto al fenomeno della criminalità che per altre ragioni logistiche. Tale operazione, grazie a un progetto di oltre quattro milioni di euro, approvato a tutti i livelli, insieme a un eliporto nel vicino stadio, una palestra e al centro emergenze ha consentito di lasciare nella città ducale il commissariato».
Ferretti evidenzia che la struttura non avrà solo finalità legate alla sicurezza ma anche burocratiche come il rilascio dei passaporti, la lavorazione delle pratiche per la detenzione di armi da collezionismo e altri adempimenti. Prosperi la vede in modo diverso. «Il vero problema è che Atri da anni gioca in difesa», ribatte, «difesa del commissariato di polizia, difesa dell’ospedale San Liberatore, difesa della sede Inps e altro. È una politica di retroguardia che da anni rappresenta il segno della destra atriana e di Ferretti. Se Atri in quindici anni ha perso 1.254 abitanti ed è oggi sotto i diecimila (9.978) e non riesce a fermare il trend negativo, rincorrerà sempre i problemi e le istituzioni. Atri ha bisogno di invertire la rotta con una politica coraggiosa e in collaborazione con i Comuni limitrofi. Siamo riusciti a conservare il commissariato perché abbiamo lavorato insieme e Ferretti, lui lo sa e lo ha ammesso, ma dobbiamo sapere che altre battaglie politiche ci attendono e occorrono persone e politiche nuove e con voglia di dare battaglia».
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