Commissioni per le invalidità Corsa per recuperare il ritardo

Protesta contro la Asl una malata di cancro in attesa dal 14 aprile, è l’effetto del fermo di tre mesi D’Annunzio: la visitiamo a giorni, è l’ultima dei pazienti oncologici. Dal 18 maggio aumentate le sedute
TERAMO. Riunioni a spron battuto delle commissioni Asl per le invalidità per recuperare il tempo perduto. I tre mesi di blocco dell’attività del settore ha creato delle lunghe attese, soprattutto nei pazienti più gravi.
Un caso è quello di G.D.T. 78 anni, malata di linfoma di Hodgkin. La figlia segnala che la domanda, attraverso il patronato Acli, è stata presentata il 14 aprile, ma tutto tace. «Il problema non è il fatto di non avere i 417 euro, che non fanno la differenza», racconta la figlia, «ma è avere i benefici della legge 104 in termini di giorni dedicati all’assistenza di mia madre, in cui posso essere assente dal lavoro. Finora ho potuto ovviare ai permessi per assistenza al familiare malato con le ferie, che sto però terminando. Poi sarò costretta a chiedere un'aspettativa senza retribuzione. Non posso fare altrimenti: mia madre è in cura all’ospedale di Ascoli, visto che qui a Teramo non c’è un reparto di ematologia. Siamo praticamente sempre lì, fra chemioterapia, immunoterapia ed esami vari. Io sono figlia unica, non può accompagnarla nessun altro. I tre giorni di assenza dal lavoro grazie alla 104 sono indispensabili».
Ma per fortuna l’attesa delle due donne teramane sta per finire. Il responsabile del dipartimento di prevenzione della Asl, Ercole D’Annunzio, annuncia che la 78enne sarà chiamata a giorni. «E’ uno degli ultimi casi di malati oncologici in attesa», spiega D’Annunzio, «la Asl di Teramo ha ripreso l’attività delle commissioni il 18 maggio, appena ce l’ha consentito l’ordinanza della Regione. Siamo andati a fare le visite domiciliari bardati con le tute, pur di recuperare i tre mesi di fermo. Abbiamo dato priorità ai malati oncologici. Adesso li abbiamo visitati praticamente tutti – la signora in questione è una delle ultime – e ora iniziamo con le pratiche di altri malati sospese a marzo».
Per recuperare l’arretrato è stato incrementato il numero delle sedute: dal lunedì al venerdì, di mattina non si fa più una sola seduta ma due, più le tre o quattro del pomeriggio. Le commissioni sono nove, ma hanno dovuto cambiare modo di lavorare soprattutto per la tempistica, per evitare assembramenti. «Nei tre mesi di chiusura per il Covid», riprende D’Annunzio «sono arrivate 400 domande, a fronte delle mille al mese che arrivano normalmente. Questa è una fortuna perchè l’arretrato non è enorme tanto che ora intensificando le sedute stiamo finendo anche le visite ai malati non oncologici programmati a febbraio per marzo. Entro fine giugno contiamo di rimetterci a pari. Normalmente esaminiamo le pratiche in 30-40 giorni, anche se per legge potremmo arrivare fino a 90».
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