Comune-Abaco, scontro per i crediti non riscossi

2 Settembre 2017

Tortoreto, l’ente contesta alla società irregolarità e inadempienze contrattuali  E chiede quasi 70mila euro di cartelle mai incassate. La ditta fa ricorso al Tar

TORTORETO. Ancora caos sui crediti inesigibili del Comune di Tortoreto: quasi 70mila euro fanno scoppiare il contenzioso legale tra ente e società di riscossione Abaco. Il Comune ha infatti chiesto i soldi non recuperati indietro alla ditta, che ha risposto ricorrendo al Tar.
La vicenda è scoppiata durante la gestione del Comune da parte del commissario prefettizio Francesco Tarricone, ma i crediti in questione si riferiscono a cartelle e sanzioni datate dal 2009 al 2012. Nel 2016, infatti, il Comune chiede alla Abaco, gestore di suoi diversi servizi, chiarimenti riguardo le “partite dichiarate inesigibili” di cui la ditta ha chiesto il “discarico”, ossia una sorta di condono che può essere motivato da cause diverse, tra cui la prescrizione. Negli stessi mesi, non a caso, in città scoppiava la polemica sulle multe prescritte. La risposta della Abaco alla richiesta di chiarimenti non è piaciuta al Comune e al suo ufficio competente, che con una determina del maggio scorso ha detto no al discarico e ha accusato la ditta di aver «provveduto, in maniera parziale e del tutto insoddisfacente, a fornire i dati e le informazioni necessarie al controllo dell’operato da essa effettuato nel periodo 2009/2012, controllo tutt’ora non conclusosi per ritardi esclusivamente addebitabili alla società». Nello stesso atto, l’ente lancia altre due gravi accuse alla ditta. La prima: «Nonostante i molteplici inviti a proseguire l’attività, nelle more della verifica dei carichi sospesi, tuttora in gestione Abaco, la società ha omesso di onorare gli impegni contrattuali nonostante espressa indicazione dello scrivente servizio nel voler continuare la necessaria operatività. Il reiterarsi di sgradevoli situazioni e di errate indicazioni all’utenza ha costretto lo scrivente ufficio all’inoltro di una nota di contestazione». La seconda: «La società ha continuato ad incassare indebitamente le somme relative alla Cosap ed Icp e, nonostante i ripetuti solleciti, a tutt’oggi, tali somme non sono state ancora riversate nelle casse comunali».
Con queste premesse, nello stesso atto, il Comune intima il pagamento degli oltre 67mila euro di crediti inesigibili alla Abaco, dando dieci giorni di tempo. Dieci giorni che sono scaduti a poche ore dalle elezioni comunali che hanno portato all’elezione della nuova amministrazione del sindaco Domenico Piccioni. Proprio la giunta Piccioni, nei giorni scorsi, ha deciso di costituire il Comune in giudizio nel contenzioso avviato presso il Tar dell’Aquila dalla Abaco, che chiede l’annullamento della determina del maggio scorso.
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