Comune, assessorato per Melarangelo

15 Marzo 2024

Per il presidente del consiglio si prospetta il salto in giunta per gestire la cultura, ma spunta Tullii al posto di Cavallari  

TERAMO . Il rimpasto di giunta post-regionali ruota attorno a due cardini. Il primo, scontato per come sono andate le cose domenica ai seggi, è la sostituzione di Giovanni Cavallari, neo eletto all’Emiciclo, alla guida dell’assessorato ai lavori pubblici. Il secondo, suggestivo come lo sono paesaggi dai contorni dai contorni indefiniti, è la nomina ad assessore di Alberto Melarangelo. Per lui, presidente del consiglio comunale e al quinto mandato consecutivo nelle file del Pd, non ci sarebbe un assessorato qualunque, purché sia, ma di gestire la cultura. Si tratta di una possibilità già emersa all’inizio della prima consiliatura a guida Gianguido D’Alberto, quando poi l’incarico fu affidato a Luigi Ponziani, che per competenze e ascendenze artistiche rappresenta uno sbocco naturale per Melarangelo.
Lui sarebbe disposto a fare il salto in giunta, lasciando ovviamente la presidenza del consiglio. In maggioranza questa soluzione incontra ampio gradimento, ma bisogna comunque far quadrare i conti. La designazione di Melarangelo occuperebbe il posto lasciato da Cavallari, innescando la ridistribuzione delle deleghe tra gli assessori in carica. “Bella Teramo” si ritroverebbe, però, senza gestione dei lavori pubblici con un solo assessorato. Il secondo le potrebbe essere garantito con l’ingresso di Miriam Tullii, ma anche in questo caso tornerebbe in ballo la delega ai lavori pubblici e andrebbe tolto un posto a qualcun altro. Da definire resta anche la posizione di Valdo Di Bonaventura, candidato con Azione proveniente dalla lista civica “Teramo vive” che conta tre consiglieri. Il gruppo si riunirà nei prossimi giorni per decidere il proprio orientamento nei confronti dell’assessore, con il quale è sceso il gelo politico. In caso di sfiducia il destino per Di Bonaventura sarebbe segnato. Di «brillante risultato» elettorale parla il segretario provinciale di Azione Alessio D’Egidio, che è anche consigliere comunale eletto all’opposizione. «La scelta di collocarsi in alleanza con il Patto per l’Abruzzo a sostegno di Luciano D’Amico è stata dettata dalle indiscusse competenze del candidato e dalla volontà di costruire un’alternativa progettuale al governo uscente». Astensionismo, «gestione del potere» da parte del centrodestra e mancanza del voto disgiunto hanno svantaggiato la coalizione. D’Egidio tiene però a ringraziare i candidati e sottolinea il 7% in provincia e il 9% a Teramo, con l’elezione del rosetano Enio Pavone. «Siamo pronti alle nuove sfide elettorali, a cominciare dai 22 comuni chiamati al voto a giugno e dalle europee», conclude il segretario, «nella certezza di poter contribuire al buon governo con programmi credibili e realizzabili».
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