Comune, con quota 100 allarme personale

8 Aprile 2019

L’ente ha una carenza di organico tra il 40 e il 50% in quasi tutti i settori. Tra i più colpiti asili e lavori pubblici

TERAMO. Con una carenza di organico pari quasi al 40 per cento il Comune di Teramo ben presto si troverà a dover affrontare un ulteriore diminuzione di personale in vista dei pensionamenti che arriveranno con la cosiddetta quota 100. Su 12 unità pronte a lasciare il posto, infatti, 11 sono quelle che approfitteranno della misura inserita nella Legge di bilancio e che usciranno tra il 1 agosto e il 1 settembre, e altre potrebbero chiedere di andare in pensione nei prossimi mesi.
Numeri che impattano soprattutto sul settore della pubblica istruzione, dove su cinque pensionamenti 3 riguarderanno maestre di nido. E la preoccupazione, a fronte di un’età media del personale dei nidi che si attesta sui 58 anni, è che nei prossimi mesi anche altre maestre possano fare richiesta di pensionamento. Tanto che non si esclude che da qui ad un futuro non troppo lontano possano essere in totale ben 9 le educatrici pronte a smettere di lavorare. E non va meglio per il settore urbanistica e lavori pubblici, che sempre in relazione a quota 100 dovrebbe perdere al 1 agosto ben tre unità di personale, tra cui due geometri. Numeri che possono a prima vista sembrare insignificanti, ma non se rapportati al numero complessivo di dipendenti. Tra il 2010 e il 2018 infatti il Comune è passato da 423 a 258 unità di personale, a fronte di una pianta organica che prevederebbe un totale di 441 unità. Il settore lavori pubblici ed urbanistica, ad esempio, su una pianta organica integrale di 102 persone conta, ad oggi, 53 unità compresi gli operai.
Stesso discorso per il quinto settore, che comprende istruzione, anagrafe, stato civile, appalti e contratti e progetti comunitari, dove su un organico previsto di 125 unità ne sono attualmente in servizio 83, e per la polizia municipale che su 67 posti previsti ne ha attualmente coperti solo 34. Una situazione a fronte della quale si è cercato di far fronte, almeno in parte, con il piano triennale del fabbisogno. «C’è un’oggettiva carenza di organico», commenta il vicesindaco con delega al personale Maria Cristina Marroni, «alla quale abbiamo cercato di far fronte con una programmazione urgente per ripristinare diverse unità di personale. Ovviamente non c’è la possibilità di reintegrarlo integralmente per i vincoli di bilancio». Il vicesindaco conferma come quota 100 andrà ad impattare soprattutto sul personale dei nidi, che da qui al 2021 si cercherà di reintegrare proprio con il piano del fabbisogno del personale. Piano che per il 2019 prevede anche l’assunzione a tempo determinato di quattro ingegneri per l’ufficio sisma, che andrebbero a sostituire i quattro co.co.co. in scadenza. Co.co.co che in realtà, al momento sono diventati due, in quanto le altre unità hanno vinto un concorso a tempo determinato rispettivamente in Provincia e al Comune di Civitella.
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