Comune, consiglio straordinario contro il taglio della Riserva

Fissata una riunione per scegliere la data e proporre una delibera condivisa da tutte le forze in aula Intanto gli ambientalisti annunciano l’avvio di una raccolta di firme per chiedere una nuova legge
ROSETO. Un consiglio comunale straordinario e una delibera condivisa, da portare dall’attenzione della Regione, per proporre una riperimetrazione della Riserva del Borsacchio ed evitare la riduzione drastica decisa in consiglio regionale a seguito di un emendamento proposto da alcune consiglieri di centrodestra. Sono le azioni immediate proposte dall’amministrazione Nugnes, che ha inviato una lettera di convocazione indirizzata a tutti i consiglieri per un confronto che si svolgerà l’8 gennaio alle 12 in sala giunta, dove verrà scelta una data per il consiglio straordinario e studiata una proposta per portare avanti una linea comune. «La questione della riperimetrazione della Riserva del Borsacchio è di fondamentale importanza per la nostra comunità e richiede un’azione tempestiva e coordinata da parte delle istituzioni, in primis da parte del consiglio comunale», affermano il sindaco Mario Nugnes e la presidente Gabriella Recchiuti, «pertanto abbiamo ritenuto necessario convocare questa riunione per discutere e concordare un approccio comune in merito a questo tema cruciale. Fin dalla mattina del 29 dicembre, quando siamo venuti a conoscenza dell’emendamento notturno, ci siamo mossi tempestivamente per chiarire la nostra posizione. Inoltre, come ribadito in diverse occasioni, porteremo avanti tutte le azioni a nostra disposizione per arginare una scelta fatta in modo quantomeno irrituale e irrispettoso nei confronti di un territorio che non è stato minimamente coinvolto in una decisione cruciale per il suo futuro».
Sul taglio della Riserva inoltre continuano le manifestazioni e le conferenze stampa per tentare di far fare un passo indietro alla Regione. Ieri mattina a Roseto i vertici di Italia Viva provinciale e regionale, oltre al referente locale Giovanni Proti, hanno fatto alcune proposte concrete da portare all’attenzione del consiglio regionale, mentre a Pescara hanno illustrato le loro iniziative le associazioni Guide del Borsacchio, Legambiente Abruzzo, Mountain Wilderness e Wwf Abruzzo. «Non stiamo a guardare, non ci voltiamo dall’altra parte, non facciamo parte del popolo degli astenuti», hanno detto i vertici di Italia Viva attaccando l’atteggiamento del consigliere del Pd Dino Pepe in fase di votazione dell’emendamento, «abbiamo già scritto la norma fatta di un solo articolo che prevede l’abrogazione del comma aggiunto dalla destra che, di fatto, cancella la riserva, e la invieremo a tutti i consiglieri regionali affinché venga portata al primo consiglio utile. Chiederemo inoltre al Comune di Roseto di impugnare davanti alla Corte costituzionale l’articolo introdotto, e al sindaco di Roseto di convocare un tavolo con le organizzazioni politiche, le associazioni ambientaliste e tutti i portatori di interesse». Le associazioni ambientaliste invece hanno invitato associazioni, comitati e singoli cittadini a unirsi nella battaglia in difesa della riserva del Borsacchio e, più in generale, del sistema delle aree protette abruzzesi. «Per contrastare questa scelta si avvierà una campagna informativa sul territorio affinché tutti possano essere messi nelle condizioni di valutare la gravità di quanto è accaduto e di conoscere i responsabili di una scelta così grave», si legge nella nota delle associazioni, «sabato 6 e domenica 7 gennaio ci ritroveremo per raccogliere firme su una petizione, che chiede alla Regione di promulgare subito una nuova legge regionale per cancellare l’emendamento notturno taglia-Riserva e ripristinare i confini originari. Si chiede inoltre alla Regione di approvare subito il piano di assetto naturalistico, atteso da quasi 20 anni. La Regione è la prima responsabile della situazione di stallo in cui ha versato la Riserva per tutti questi anni ed è vergognoso che, invece di mettere in pratica le misure previste da leggi da essa stessa votate, ha deciso di notte di cancellare 1.076 ettari di natura protetta».
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