Comune e Consorzio: avanti sulla lottizzazione delle Palme
Dopo il processo Castrum i privati presentano nuovamente il progetto e ricorrono contro il Tar Il sindaco: «Una priorità che va risolta, ho dato incarico al dirigente di trovare la strada migliore»
GIULIANOVA. Il Comune e i soci del consorzio Lido delle Palme vogliono andare avanti con il piano di lottizzazione di cui si parla ormai da 40 anni. Dopo la sentenza di condanna di primo grado del processo Castrum che tra i vari temi ha toccato anche la lottizzazione delle Palme, pubblico e privato si dicono pronti a far ripartire il progetto.
Nei prossimi giorni il consorzio ripresenterà nuovamente il progetto in Comune. Il sindaco Jwan Costantini, che ha ereditato una situazione non di poco conto, parla apertamente della volontà di trovare una soluzione per la questione Lido delle Palme: «Una questione che va senz’altro risolta. Quegli spazi a ridosso della parte nord del lungomare sono gli ultimi disponibili a Giulianova Lido in termini di edificabilità. Ci sono persone che aspettano da circa 50 anni di poter realizzare qualcosa e mi pare sia giunto il momento di andare avanti. Il problema è tra le priorità indicate al nuovo dirigente all’urbanistica Massimiliano Gramenzi al quale abbiamo chiesto di percorrere la strada migliore per uscire dal vicolo cieco». Così dice il presidente del consorzio Davide Ciprietti: «A giorni presenteremo nuovamente il progetto, identico a quello precedente, avendo cura di seguire con particolare attenzione anche la parte strettamente amministrativa che in passato è stata fonte dei ricorsi subiti».
Intanto il consorzio ha deciso di impugnare al Consiglio di Stato la recente sentenza di annullamento del Tar e per farlo il consorzio si è affidato ai legali Carlo e Luca Scarpantoni. La recente sentenza del tribunale amministrativo ha fatto seguito all’ennesimo esposto dei fratelli Pagliaricci, proprietari di un’area all’interno del comparto, presentato contro il Comune ed il consorzio Lido delle Palme.
Il Tar ha confermato le eccezioni che già nel 2014 avevano portato a un primo annullamento del piano attuativo, annullamento che aveva indotto l’amministrazione a proporre una variante al Prg che fosse risolutiva dei rilievi sottolineati dai giudici amministrativi. Nel mese di aprile la variante è stata nuovamente bocciata dai giudici del Tar con le stesse motivazioni e con l’aggiunta della censura di procedure che secondo il tribunale sarebbero errate. Secondo i giudici la variante sarebbe carente delle necessarie fasi di pubblicità e di valutazione ambientale strategica. Per i proprietari delle aree, riuniti nel consorzio, dunque, è arrivata l’ennesima tegola. Ma il Consorzio non si arrende e ha deciso di ripresentare nuovamente il piano all’amministrazione comunale.
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