Comune, giro di vite sulle slot machine
Non saranno autorizzate sale da gioco a meno di 300 metri da scuole, ospedale e altri luoghi sensibili
TERAMO. Il Comune adotta regole più severe per l’installazione e l’uso delle slot machine. In applicazione delle disposizione contenute nella nuova normativa regionale, l’amministrazione cittadina ha comunicato ai proprietari delle sale gioco cittadine che a breve dovranno adeguarsi ai limiti previsti. Il primo adempimento richiesto è il rinnovo delle autorizzazioni. Queste scadranno il 21 novembre, ma il rinnovo andrà richiesto entro il 22 settembre. Tra i vincoli al rilascio del nulla osta c’è anche quello che impone una distanza minima di 300 metri dalle sale gioco rispetto a luoghi classificati come sensibili e di cui fanno parte scuole, ospedali e altre strutture sanitarie, impianti sportivi e centri di aggregazione per giovani e per anziani, caserme, luoghi di culto e cimiteri. Chi non rispetterà le prescrizioni trasmesse dall’amministrazione andrà incontro a conseguenze pesanti: da una multa fino alla chiusura della sala gioco o alla disattivazione delle apparecchiature.
Gli uffici hanno già avviato la verifica delle autorizzazioni rilasciate e dei locali in cui sono presenti slot machine, per cui i dati raccolti alla scadenza del temine per mettersi in regola permetteranno di individuare i trasgressori. «Anche in questo caso teniamo fede ad un impegno assunto nel programma elettorale», afferma il sindaco Gianguido D’Alberto, «siamo consapevoli della pericolosità di tale femomeno e riteniamo imprescindibile intervenire per arginarlo». Il primo cittadino e l’assessore al commercio Antonio Filipponi chiariscono il significato dell’iniziativa. «Non siamo mossi da impulsi punitivi nei confronti di chi gestisce sale con tali apparecchi», fanno sapere, «ma abbiamo l’obbligo morale e civico di tutelare chi diventa vittima del gioco d’azzardo». L’abuso ha pesanti conseguenze sociali e non solo personali. «Riteniamo che la famiglia sia il fondamento della società e sappiamo che la ludopatia mina alla base i rapporti e la serenità familiare», fanno sapere D’Alberto e Filipponi, «i dati, poi, confermano che l’impatto sociale di tale fenomeno, è così rilevante da non poterci lasciare indifferenti, perché l’azione politica è innanzitutto la ricerca del benessere individuale e sociale». I recenti studi rivelano infatti che l’Abruzzo è la regione in cui si gioca di più alle slot machine. Tra le province, inoltre, Teramo è la seconda in Italia per spesa pro capite alle cosiddette macchinette. (g.d.m.)
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