Comune, il caso debiti arriva in consiglio

ATRI . L’opposizione di Atri torna alla carica sul tema dell’accertamento e della gestione dei debiti accumulati dal Comune. L’argomento approderà nella prossima seduta consiliare per effetto di un’in...
ATRI . L’opposizione di Atri torna alla carica sul tema dell’accertamento e della gestione dei debiti accumulati dal Comune. L’argomento approderà nella prossima seduta consiliare per effetto di un’interrogazione urgente rivolta al sindaco Piergiorgio Ferretti presentata dai consiglieri di centrosinistra Ugo Giuliani e Alfonso Prosperi. Il segretario del circolo locale Dem Umberto Tardivo spiega l’iniziativa. «Dopo il nostro report sullo stato del bilancio, abbiamo atteso con ansia ma invano la smentita da parte dell’amministrazione comunale della nostra denuncia riferita alla “voragine” derivante dai debiti», afferma il dirigente politico, «non abbiamo avuto alcuna risposta nemmeno sull’ammontare reale delle cifre».
Il Pd si dice preoccupato ed esige «chiarezza e trasparenza» da parte dell’amministrazione. «Richiediamo e aspettiamo ancora i primi mesi del 2023 per guardare i dati forniti dagli uffici comunali preposti», evidenzia Tardivo, «i disallineamenti e altre trovate ragionieresche, daranno la possibilità di calcolare il debito. Intanto fioccano le anticipazioni di cassa per pagare, i debiti ordinari, addirittura gli stipendi dei dipendenti e altro, con considerevoli costi per interessi e commissioni previsti contrattualmente con il tesoriere comunale».
Secondo il dirigente Dem «si elargiscono cospicue somme, otto mila euro, per organizzare cenoni di fine anno in piazza, mentre per le famiglie in difficoltà solo poche briciole». Tardivo si rivolge agli amministratori: «Continuate così con l’allegra gestione, tanto alla fine pagherà Pantalone. Questa volta lo Stato non ha previsto un euro per gli enti locali indebitati fino al collo. I fornitori dei servizi che avete appaltato ai privati reclamano somme ingenti e sempre crescenti e gli interessi relativi divoreranno i pochi risparmi, creando anche problemi di responsabilità contabile per gli amministratori e per gli uffici». Tardivo, inoltre, chiede di evitare le riunioni da remoto e di tornare al confronto diretto.
Domenico Forcella

