Comune in dissesto finanziario L’ex sindaco citato per danni

Sant’Omero, la Procura della Corte dei conti oltre a Pompizi chiama in causa anche Papa e due tecnici Complessivamente chieste sanzioni per oltre centomila euro. L’accusa: «Norme contabili violate»
SANT’OMERO. Il processo penale a carico dell’ex sindaco e di altri quattro è in corso. Ma per la vicenda relativa alla dichiarazione di dissesto finanziario al Comune di Sant’Omero (poi sospesa dal Tar) ora entra in campo la Procura della Corte dei Conti che cita ex amministratori e tecnici chiedendo per loro la condanna al pagamento di sanzioni per oltre centomila euro.
Si tratta dell’ex sindaco Alberto Pompizi, all’ex assessore Stefano Papa, dell’allora responsabile del servizio finanziario del Comune Christian Francia e dell’allora revisore dei conti Livia Mirenda per fatti che vanno dal 2011 al 2013. I nomi dei quattro compaiono nella richiesta firmata dal vice procuratore generale della Corte dei Conti Roberto Leoni che per l’ex sindaco chiede l’applicazione di una sanzione a 69.397,50; per Papa di 31.237,30; per Francia di 1.111,07 e per Merenda di 9.166,67. La parola ora passa ai giudici che dovranno decidere. In 47 pagine di certosina ricostruzione il magistrato ripercorre i fatti e a pagina 43 scrive: «La vicenda oggetto del procedimento ha fatto emergere (tra l’altro) due distinte tipologie di violazioni delle norme contabili cui la legge riferisce l’applicazione di sanzioni, interdittive e pecuniarie, conseguenti all’accertamento della responsabilità di amministratori e dipendenti degli enti locali. La prima è costituita dalla violazione patto di stabilità interno negli anni 2011, 2012 e 2013, dissimulata dal sindaco e dall’assessore al bilancio, con la connivenza del responsabile del servizio finanziario. La seconda dai conseguenti accertamento e dichiarazione del dissesto finanziario dell’ente, cui l’artefazione dei dati contabili volta a dissimulare la violazione del patto di stabilità, ha fornito un contributo essenziale, non disgiunto da quello offerto dalla condotta omissiva dell’organo di revisione, che non ha né verificato né segnalato alla giunta e al consiglio comunale, nonché alle autorità giudiziarie competenti, il ricorso agli artifici contabili illeciti messi in opera dagli amministratori responsabili».
La Procura, dunque, evidenzia «gravi violazioni delle regole contabili» da parte dei quattro e sottolinea come «la condotta tenuta dai prevenuti nella vicenda è stata certamente connotata da dolo, reso palese dall’utilizzazione di artifici chiaramente, deliberatamente e manifestamente rivolti ad alterare i documenti di bilancio».Il procedimento della Procura della Corte dei conti è stato aperto, così come si legge nell’atto, «a seguito della trasmissione da parte del segretario comunale pro tempore».(d.p.)
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