Comune, l’emergenza fa saltare le nomine previste col voto segreto

Commissione pari opportunità e designazioni all’ufficio di presidenza resteranno congelate: via Skype è impossibile svolgere la votazione
TERAMO. Non tutto si risolve con la tecnologia. Ci sono provvedimenti in Comune che resteranno bloccati fino al termine dell’emergenza coronavirus.
Si tratta di questioni non essenziali per l’attività amministrativa ma che erano nell’agenda del consiglio comunale per marzo e sono state rinviate a data da destinarsi. A fare le spese dei vincoli imposti dal distanziamento sociale, che sebbene non vietino in assoluto le sedute con presenza fisica di consiglieri e amministratori le circoscrivono a casi di estrema necessità, sono le designazioni all’ufficio di presidenza consiliare e alla commissione pari opportunità. «In entrambi i casi è richiesto il voto segreto», sottolinea il presidente del consiglio Alberto Melarangelo, «che non può essere assicurato in modalità telematica». Il consiglio, così come già fatto dalla giunta e dalla conferenza dei capigruppo, sarà riunito in videoconferenza tramite la piattaforma Skype predisposta dal centro di elaborazione dati dell’ente. Melarangelo ha stilato il decreto che disciplinerà le sedute da remoto. «L’atto recepisce le disposizioni del governo che mirano a evitare la diffusione del contagio», spiega il presidente, «la seduta con la presenza fisica dei partecipanti è inopportuna, ma l’obbiettivo del provvedimento è di garantire comunque funzionalità ai lavori consiliari e massima partecipazione all’attività amministrativa». I consiglieri potranno iscriversi a parlare tramite una chat interna al sistema e un collegamento in streaming dal sito del Comune permetterà al pubblico di assistere. «Ma il ricorso alla tecnologia», precisa Melarangelo, «condizionerà tempi e contenuti del confronto». I provvedimenti che richiedono il voto segreto, dunque, non potranno essere messi all’ordine del giorno.
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