Comune-Pro loco, nuovo scontro
La miccia il festival dato a Marastoni. Bordate tra Piccioni e Pantoli
ALBA ADRIATICA. E' di nuovo guerra tra Comune e Pro loco storica di Alba. «Basta con vittimismo ingiustificato e propaganda spicciola», dice il sindaco Tonia Piccioni. «Non imbavagli le associazioni», risponde la Pro loco guidata da Renato Pantoli.
Tutto è ricominciato giorni fa, quando l'associazione ha lamentato i ritardi nel calendario degli eventi e si è detta «costretta ancora ad emigrare», facendo riferimento al festival degli artisti di strada affidato dall'ente all'aquilana Apat con la Marastoni Communication. Risponde il sindaco: «L'anno scorso, abbiamo offerto 7mila euro alla Pro loco di Pantoli per riorganizzare il festival Luna Calante. Offerta seccamente rifiutata perché ritenuta non conveniente. Quest'anno l'associazione non ha neppure proposto alcun evento legato agli artisti di strada. Nel 2016, con indubbio vantaggio economico, realizzeremo l'evento con 5mila euro vista la richiesta ricevuta. Non si può, da un lato, far finta di occuparsi del paese scattando foto alle aiuole, piante e ai parchi da pubblicare sui social quotidianamente e, dall'altro, avversare in maniera feroce tutto ciò che l'ente cerca di organizzare senza la Pro loco di Pantoli. L'associazione mai è venuta in Comune con un progetto organico per aiutarci a risolvere i problemi legati al degrado urbano. Chi vuole bene al Paese, non fa politica su Facebook, per creare problemi, ma cerca collaborazioni per risolverli».
Immediata la risposta: «Si ricorda che la Pro loco ha investito tempo e risorse tramite i propri volontari per il decoro urbano nel quartiere storico della stazione. Si ricorda inoltre che questa Pro loco è composta da cittadini che hanno tutto il diritto di far emergere il degrado esistente sul territorio. Far organizzare gli eventi ad agenzie esterne al tessuto albense è solo una scelta politica che come Pro loco rispettiamo, ma imbavagliare le associazioni locali composte da albensi, non rappresenta lo spirito di questa comunità».
Luca Tomassoni
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